Monthly Archiveottobre 2017

Alzare il tiro sull’amianto al Rummo

Il risultato della sentenza numero 64/2017 del Tar Campania è stato scontato. Lo si era già compreso a giugno allorquando lo stesso Tribunale amministrativo aveva accolto il ricorso dell’Azienda Ospedaliera rinviando all’udienza per il merito (in cui il Comune di Benevento non si è né presentato né costituito: è bene ricordarlo) le motivazioni di tale accoglimento.

Infatti il TAR ha evidenziato in primis come l’ordinanza sindacale 96/2016 «risulta essere adottata in carenza dei presupposti indefettibili richiesti dalla normativa vigente per l’adozione dei provvedimenti extra ordinem»: cioè in mancanza di una situazione di imminente pericolo per l’igiene è la salute pubblica nonché grave pericolo per l’incolumità pubblica che trova la sua legittimazione nell’esistenza di una situazione di eccezionalità la cui sussistenza deve essere suffragata da un’istruttoria adeguata e da una congrua motivazione.

Tutto ciò non è stato posto alla base dell’Ordinanza sindacale 96/2016 perché la stessa – sempre secondo i giudici amministrativi – non menziona alcun particolare stato di pericolo per l’incolumità dei cittadini né una situazione di eccezionale ed imprevedibile emergenza sanitaria o di igiene pubblica da fronteggiarsi con mezzi extra ordinem. Anzi l’ordinanza soccombente era fondata su generiche esigenze di sicurezza o di igiene o di tutela della salute pubblica è del tutto assente di ulteriori attività istruttorie (oltre cioè la relazione ARPAC di ben sei mesi prima), protesa solo ad elencare una serie di prescrizioni a carico dell’Azienda Ospedaliera.

I giudici del Tar hanno però messo in risalto anche qualcos’altro, e cioè che l’azienda ospedaliera – che ha sempre sostenuto di aver eseguito tutte le operazioni necessarie alla bonifica delle palazzine ospedaliere – non ha mai esibito alcuna documentazione al riguardo! Ma nessuno si è costituito in giudizio a sostegno di tale evidenza che potesse, almeno nel merito, controbilanciare un “errore formale”.

E sembra quasi che tale “errore formale” abbia fatto comodo ad entrambe le controparti. L’una (il Comune) che, con l’emanazione di un atto straordinario (o come lo chiamano i giudici extra ordinem), ha soddisfatto l’opinione pubblica interessandosi di una annosa vicenda irrisolta (l’oscura presenza dell’amianto nel nosocomio cittadino), l’altra (l’Azienda ospedaliera) che, vincendo il processo amministrativo, ha dimostrato di essere colpevole solo in parte e così rinviando l’esibizione di quella documentazione probante gli interventi di smaltimento dell’amianto.

In effetti sono gli stessi giudici che sottolineano la realtà dei fatti (ovvero la mancanza di cooperazione tra gli enti al fine di fronteggiare e risolvere un problema serio come quello della presenza di fibre di amianto negli edifici ospedalieri del presidio cittadino dove passa tutta la città), allorquando dichiarano che la varietà degli interessi coinvolti avrebbe richiesto il ricorso a moduli procedimentali basati sull’intesa tra gli organi pubblici coinvolti con l’adozione di un provvedimento finale solo all’esito di una fattiva partecipazione tra gli stessi in vista dell’adozione della scelta che con minore sacrificio degli interessi secondari forse maggiormente satisfattiva di quello pubblico primario globalmente inteso (tutela della salute anche in termini di prosecuzione dell’attività della struttura ospedaliera).

Il M5S, anche a supporto di battaglie legali intraprese da singoli cittadini, si occupa dall’inizio della consiliatura della vicenda. Testimonianza ne è l’articolato “Dossier” curato dalla dott. ssa. Gabriella Aversano e dall’avv. Sabrina Ricciardi presentato a maggio e consegnato all’avv. Catalano e alla Procura di Benevento nel mese di giugno.

La prossima tappa del nostro impegno, dunque, sarà il coinvolgimento dei Consiglieri regionali del M5S affinché non cali un velo di calcolato e interessato oblio sulla questione.

Il Comune agirà per custodire l’eredità di Vessichelli?

Il 10 ottobre 2017 scompariva in ospedale il prof. Lorenzo Vessichelli, nota figura di studioso e musicofilo. Come si ricorderà, la notte stessa del decesso la sua casa, un alloggio dello IACP a Rione Libertà, veniva illecitamente occupata. Inutile risultò l’intervento delle forze dell’ordine. L’episodio destò sdegno e sgomento in città, illuminando sulla triste pratica delle occupazioni immediate degli alloggi ERP a detrimento dei legittimi assegnatari.

Dalla stampa venimmo a sapere che «per testamento, Vessichelli ha lasciato al Comune di Benevento e per parte alla Biblioteca Carlotta Nobile» libri e dischi, e che «Castracane [Dirigente dei Servizi Sociali] si è accertato di ottenere dalla signora l’impegno a non toccare gli oggetti contenuti nell’abitazione».

Per questo motivo Nicola Sguera, a nome del M5S di Benevento, ha presentato interpellanza all’Assessore ai Servizi Sociali, all’Assessore alla Cultura e al Dirigente Castracane per sapere se tale preziosissimo materiale (libri e dischi in molti casi rari e pregiati) sia stato recuperato o in che condizioni sia attualmente, e come lo si intenda custodire, o quanto meno se sia stato censito.

Il M5S, in mancanza di una Biblioteca Comunale, suggerisce – una volta che si sia riusciti a venirne in possesso – di farne a sua volta dono alla Mediateca della c.d. “Spina Verde” che pare struttura consona a tal uso, sita nello stesso quartiere in cui il prof. Vessichelli ha vissuto parte della sua vita.

Il Comune vuole incentivare il vuoto a rendere?

Da circa due settimane abbiamo proposto, nella competente Commissione Ambiente, presieduta ora da Anna Orlando, che il Comune di Benevento incentivasse l’adesione dei commercianti ad una sperimentazione appena avviata sulla scorta del decreto del 3 luglio 2017, n. 142 (“Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare”).

Sostanzialmente, non prevedendo il Governo degli incentivi, le Amministrazioni locali potrebbero garantire una riduzione della TARI agli esercenti che svolgano una funzione preziosa di recupero del vetro che garantisca sia il suo riutilizzo sia una minore presenza di frammenti di vetro che rendono spesso impervio camminare o andare in bici in città.

A tal fine abbiamo trasmesso alla Presidente e alla Commissione una schema di mozione che impegni Sindaco e Giunta ad approvare, congiuntamente all’esame ed approvazione dei documenti di programmazione economico-finanziaria dell’Ente per il triennio 2018-2020, forme di incentivo economico per gli esercenti, nonché per i produttori e distributori, che aderiranno alla sperimentazione, oppure altre forme di agevolazione.

Aspettiamo una risposta in tempi rapidi sulla questione, tenendo conto del fatto che, anche se la sperimentazione del VAR durerà un anno che andrà dal 7 febbraio 2018 per concludersi il 6 febbraio 2019, occorre fare in fretta in quanto l’adesione alla sperimentazione sarà monitorata. Dunque, affinché sia un successo – come ci auguriamo – bisogna fare in modo che gli esercenti aderiscano fin da subito.

La refezione scolastica, i tribunali, l’Amministrazione ostinata

 

«L’ipotesi “horror” è che Quadrelle vinca il ricorso sui 5 anni con l’obbligo vigente per “Regolamento”…». Così Nicola Sguera nel Consiglio tenutosi giovedì scorso. Ebbene la sera stessa, quando il Sindaco era tornato non, a quanto pare, come comunicato dal Vice Russi, da incontri istituzionali bensì, come riferito dal «Sannio», da un incontro con altri esponenti politici in vista delle elezioni 2018, questa ipotesi, destinata a rendere ancora più confuso un quadro da anni oramai ingarbugliato, si è materializzata.

Proviamo a fare chiarezza. Con il ricorso amministrativo l’Ati costituita da Quadrelle 2001 e Ristora Food & Service impugnava con motivi aggiunti, tra l’altro la determinazione dirigenziale del Comune n. 815/2015 nella parte in cui (si legge nella sentenza del Tar) veniva esclusa dalla gara nonché nella parte in cui veniva annullata tutta la procedura.

Il Tar rigettava il ricorso. L’Ati costituita da Quadrelle e Ristora impugnava la decisione innanzi al Consiglio di Stato, il quale con sentenza n. 4944/2017, in parziale riforma della sentenza di primo grado e per ciò che qui interessa, accoglieva i secondi motivi aggiunti al ricorso di primo grado, annullando di conseguenza il provvedimento di esclusione dalla gara dell’appellante.

In definitiva ciò vuol dire, che l’Ati ricorrente non poteva essere esclusa e, poiché l’unico motivo per cui si era proceduto all’annullamento della gara era la mancata presenza di offerte valide, viene automaticamente meno anche il provvedimento di annullamento della gara e ciò a prescindere dalla eventuale impugnazione esplicita dello stesso (che tra l’altro nel caso di specie pare esserci stata).

Invero, in virtù del principio “dell’invalidità caducante”, quando in sede giurisdizionale viene annullato un atto, che costituisce il presupposto unico dei successivi atti consequenziali, il suo venir meno travolge automaticamente i successivi atti strettamente e specificatamente connessi ad essi, senza neanche che ci sia bisogno di una loro esplicita impugnativa.

Pertanto, atteso che le sentenze vanno rispettate, a prescindere da pur legittime considerazioni ed opinioni personali e politiche che ognuno è libero di esprimere, allo stato delle cose pare che vi sia una reviviscenza di quel bando di gara impugnato, e che l’Ati Quadrelle e Ristora dovrebbe essere l’unica assegnataria, non essendoci altre offerte valide presentate.

Altra considerazione è la circostanza quantomeno anomala e strana che l’Ati oggi risultata vittoriosa nel giudizio innanzi al Consiglio di Stato era costituita anche dalla Ristora Food & Service, che invece si era aggiudicata l’appalto per il servizio mensa nella gara di settembre di quest’anno poi annullata a seguito delle note censure dell’ANAC.

Il Comune oggi ha diramato una nota in cui addebita tutte le responsabilità alla precedente Amministrazione. Purtroppo non siamo più in campagna elettorale. Mastella, quando presente in città e attento alle sue vicende piuttosto che agli scenari nazionali, dovrebbe fare assunzione di responsabilità. Da un anno e mezzo sono lui e la sua squadra a prendere decisioni: fino ad ora tutte sbagliate sulla questione mensa, disastrose per la comunità scolastica nella sua interezza e per la città. Sarebbe giusta nemesi se l’obbligo previsto da un “Regolamento” da noi fortemente osteggiato si ritorcesse contro chi l’ha voluto. Purtroppo questo significherebbe ulteriori disagi per bambini, genitori, insegnanti e dirigenti.

 

Poiché l’Amministrazione, per bocca dell’Assessore Del Prete in Consiglio e nella nota odierna, ha ribadito di voler procedere speditamente lungo la via segnata, mostrando di non voler prendere in considerazione nessuna delle critiche emerse in questi mesi, ci pare giusto che se ne assuma l’onere mostrando la propria virtù, come ci auguriamo, o la propria insipienza, come temiamo.

 

Refezione scolastica: disastro conclamato e protervia dell’Amministrazione

1. L’assenza di Mastella… preso dalla sua ennesima avventura nazionale?

Il Consiglio tenutosi oggi ha visto la grave assenza del Sindaco. Se, come riferito dal Vicesindaco, Vincenzo Russi, Mastella è a Roma per motivi istituzionali, nulla quaestio. Se, malauguratamente, nei prossimi giorni dovessero trapelare notizie su incontri romani legati al suo nuovo impegno politico nazionale (come accaduto con la visita ad Arcore da Berlusconi nel giorno del tavolo in Prefettura da lui stesso richiesto) saremmo di fronte alla prova provata del tradimento degli impegni presi a luglio 2016, solennemente, nella prima seduta consiliare tenutasi a Palazzo Paolo V.

2. L’occasione perduta: una donna Vicepresidente del Consiglio

Per quanto riguarda l’elezione del nuovo Vicepresidente del Consiglio (e plaudendo sia a Vincenzo Sguera, che si è dimesso subito, passato in maggioranza, sia alla maggioranza stessa che ha lasciato piena autonomia alle minoranze sulla scelta), Marianna Farese ha ricordato, senza polemica, che si è trattata di un’occasione perduta: avevamo chiesto al PD di eleggere, in ogni caso, una donna (tra le quattro ascrivibili all’opposizione: Farese, Fioretti, Pedà, Varricchio, in ordine alfabetico), per dare coerente seguito agli impegni presi (anche con l’approvazione imminente del “Regolamento sulla consulta delle donne”). Purtroppo il PD ha preferito un’altra scelta, da cui è conseguita la nostra astensione (sul nome di Italo Di Dio, cui auguriamo buon lavoro).

3. Sulla mensa l’Amministrazione naviga a vista

Il cuore di questo Consiglio avrebbe dovuto essere la discussione sulla mensa, considerata anche la presenza dei lavoratori e delle lavoratrici che aspettano di sapere qualcosa del loro futuro. Nel suo intervento Nicola Sguera ha ricostruito le vicende degli ultimi due anni per contrastare una pericolosa tendenza all’oblio (finanche teorizzata da Quarantiello, quando ha detto che con la nomina della Del Prete si è azzerato tutto e si è ricominciato daccapo…). Questa Amministrazione non ha una voce, nel suo “Programma di mandato”, dedicata alla mensa! Ed è tutto dire. Si naviga, insomma, a vista, oscillando fra aneliti (aspirazioni vaghe…) alla condivisione e alle decisioni partecipate (come emerso dall’intervento di Luigi De Nigris) e un sostanziale decisionismo che ha portato al famoso “Regolamento” che obbliga alla mensa chiunque voglia frequentare il tempo pieno. La Del Prete ha provato a giustificare questa scelta affermando (e lasciandoci esterrefatti) che, come l’alunno accetta il docente scelto dallo Stato così deve accettare la mensa scelta… dal Comune! Dimenticando che si tratta di un servizio a domanda individuale e che, in linea di principio, tale obbligo dovrebbe portare anche alla gratuità del servizio.

4. La mancanza di soluzioni alternative all’obbligo: la mancanza di responsabilità della Giunta

In ogni caso il M5S si è dichiarato insoddisfatto dei chiarimenti offerti dall’Assessore, che ha mirato soprattutto a difendere il proprio operato, come se fosse possibile dimenticare quanto fatto in precedenza da altri e, soprattutto, come se fosse possibile ascrivere alla burocrazia l’eventuale fallimento di un disegno che appare privo di alternative. Insomma, nel caso in cui la mensa dovesse partire (e diciamo che realisticamente potrebbe accadere a dicembre), se i genitori che hanno fatto ricorso al TAR si appellassero nuovamente e il giudice, come fatto capire, accogliesse, in attesa di marzo, una sospensione cautelare, il Comune lascerebbe famiglie e Dirigenti scolastici in balia degli eventi, lavandosene le mani. Un atteggiamento che non ci pare responsabile. Il decisore politico, che peraltro promise di risolvere il problema, dovrebbe predisporre piani alternativi che tengano conto di tutte le incognite attualmente sul campo.

5. Il M5S ha come stella polare la qualità del cibo e il benessere dei bambini

A scanso di equivoci, e per l’ennesima volta: il M5S è perché il Comune attivi la mensa (di qualità) senza l’obbligo, lasciando libere le famiglie che vogliono provvedere al pasto da casa, supportando le scuole nella migliore organizzazione di questa complessità, che responsabilizza come mai prima i Dirigenti scolastici. Se non è in grado di farlo, che supporti la possibilità di bandi divisi per plessi scolastici con ristoratori locali realizzati dalle scuole stesse, mettendo a disposizione esperti nutrizionisti che diano coerenza “educativa” ai pasti proposti.

Abbiamo detto, in ogni caso, che questo è un gioco a somma zero, purtroppo. Non si possono tutelare tutti gli interessi in campo (ad esempio, in questa fase, quelli dei lavoratori). Il M5S ha fatto una scelta netta (anche se dolorosa): la priorità è il benessere dei bambini, la qualità del loro cibo. Ogni azione dovrebbe avere questa stella polare. In ogni caso, questa Amministrazione con la sua azione ondivaga sta minando la sopravvivenza del tempo pieno, del lavoro di centinaia di persone. Speriamo che ci sia questa consapevolezza diffusa e non solo proclamata a parole.

6. Volevano una “casa si vetro”: si chiudono nel Palazzo e pretendono stampa “amica”

Durante la discussione si è verificato uno spiacevole episodio. Mentre Nicola Sguera stava registrando l’intervento della Del Prete, Giovanni Quarantiello ha chiesto al Presidente De Minico di vietare le riprese. Lo troviamo un gesto contraddittorio rispetto a quanto affermato da Mastella il 16 giugno del 2016 quando promise di fare del Comune «una casa di vetro». Tutta la giurisprudenza recente, con argomentate eccezioni, afferma che tali riprese sono legittime. Riservandoci di tornare dettagliatamente sulla questione, per ora ci limiteremo ad inoltrare formale richiesta al Presidente del Consiglio ad ogni seduta perché quanto si discute nel Palazzo possa essere di pubblico dominio.

Questo intervento di Quarantiello fa il paio con la richiesta formulata alla stampa presente dalla Del Prete di rivolgersi a lei per informazioni «corrette». Che ci è parso, in uno scenario dove ci sono attori con visioni diverse delle priorità, la richiesta di una stampa embedded.

7. Si riuscirà a parlare del “quagliodromo” Mosti?

Infine, con rammarico, prendiamo atto che l’impegno preso di discutere dei “valzer” consiliari (il copyright dell’espressione è del Sindaco), del cambio di banco di Vincenzo Sguera e della rinnovata passione per la politica nazionale del Sindaco non si è discusso, malgrado impegno informale preso nel precedente Consiglio.

Abbiamo, dunque, fatto mettere a verbale che nella prossima seduta si affronteranno questi argomenti. Sarà tattica, sarà calcolo politico: a noi sembra francamente incomprensibile rinviare sine die la discussione nella speranza che i cittadini dimentichino. La politica (e con essa tutti noi ) esce screditata da giochi di potere: il cortocircuito tra ambizioni nazionali e amministrazione produce danni nel funzionamento della democrazia comunale. Siamo certi che il Presidente del Consiglio nel prossima assise, che dovrebbe essere dedicata alla vicenda ASIA, metterà tra i punti all’ordine del giorno la discussione su quanto di surreale sta accadendo in questi mesi nel «quagliodromo» (copyright Luigi De Minico) di palazzo Mosti.

 

P.S. del 28 ottobre 2017

Mastella era a Roma non per impegni istituzionali ma per parlare del destino politico della sua famiglia… Un po’ di vergogna no?

bty

Il M5S e una delegazione ambientalista incontrano il Commissario Rolle a Roma sul depuratore

Il 24 ottobre una delegazione costituita dai portavoce al Consiglio del M5S di Benevento, Marianna Farese e Nicola Sguera, dal Presidente della LIPU Benevento, Marcello Stefanucci, e dai geologi Vincenzo Briuolo e Vincenzo Portoghese, ha accompagnato a Roma il portavoce del M5S in Parlamento, Carlo Sibilia, all’incontro con il prof. Enrico Rolle, Commissario nazionale per la depurazione da aprile 2017.

Dal corso dell’incontro si è prima di tutto evinto che il depuratore di Benevento non era previsto tra quelli affidati al Commissariato e che lo stesso Rolle, saputo dei ritardi, avrebbe chiesto di avocarlo a sé (con atti, a quanto pare, ancora da perfezionare: ad ora, dunque, non ci sarebbe una convenzione…).

Sibilia ha spiegato la necessità dell’incontro, avendo condiviso le preoccupazioni emerse, a partire da gennaio, sul sito individuato dall’Amministrazione Mastella e dall’Autorità di Bacino, come evidenziato negli interventi pubblici del M5S BN e di molte associazioni ambientaliste (promotrici dell’Assemblea pubblica del giugno 2017, tra cui, in particolare, il WWF Sannio).

Marianna Farese e Nicola Sguera hanno sinteticamente ricostruito la storia della (mancata) depurazione a Benevento dagli anni Novanta ad oggi, evidenziando gli errori e i paradossi, che mostrano la non infallibilità delle agenzie deputate a garantire la bontà dei siti individuati rispetto a criticità idrogeologiche.

Marcello Stefanucci ha, con l’ausilio di ingrandimenti fotografici e mappe, mostrato il pregio ambientale del sito prescelto, tra Pantano e Serretelle, a Masseria Marziotto, insistente su un corridoio ecologico che, secondo le indicazioni regionali, andrebbe tutelato per il suo valore, anche nel rispetto dell’art. 9 della Costituzione. Ha ricordato come, per altro, la scelta di scaricare tutte le acque a valle priverà i fiumi, che negli ultimi anni hanno sofferto durante la siccità, di un afflusso benefico. Ha mostrato, carte alla mano, come la collina dove dovrebbe sorgere il depuratore abbia una pendenza del 19,5% e come essa sarà stravolta da pesanti interventi cementificatori. Stefanucci ha, infine, ricordato come la rete di associazioni abbia fatto una serie di proposte alternative, purtroppo mai discusse, sia in merito alle tecnologie (come l’uso spinto della fitodepurazione) sia in merito al numero dei depuratori (con la possibilità di completare la serie di depuratori “di quartiere” e riattare quelli esistenti, collettandoli, in particolare quello di Ponte Valentino in zona ASI) sia in merito all’individuazione di un’altra area (proposta da considerarsi extrema ratio, male minore) dove allocare un unico depuratore.

I geologi Briuolo  e Portoghese hanno consegnato e fatto protocollare una dettagliata relazione  che fa emergere da una parte le contraddizioni dei documenti ufficiali dell’Autorità di Bacino in relazione ai rischi idrogeologici presenti nella zona, dall’altra alcune incongruenze sull’individuazione dell’area alluvionale in riferimento agli eventi del 2015, oltre ad evidenziare l’anomalia di un soggetto preposto al controllo che coopera nelle scelte di un Ente locale.

Per l’Autorità di Bacino è intervenuto il dott. Fuschini che ha rivendicato la bontà del lavoro svolto, che terrebbe conto dell’eccezionalità dell’evento del 2015.

Il prof. Rolle ha concluso affermando che continuerà, per ora, lungo il percorso tracciato, tenendo conto del rischio di sanzioni dall’anno prossimo, ma che si svolgeranno le verifiche geomorfologiche necessarie e, soprattutto, ci saranno conferenze di servizio (quelle promesse da Mastella e dalla Corbelli e mai svoltesi…) in cui saranno coinvolti tutti i soggetti qualificati.

L’invito finale fatto dalla delegazione agli interlocutori: «Siate lungimiranti e assumetevi le vostre responsabilità».

Il M5S, in tutte le sue componenti (comunale, regionale e nazionale) continuerà a supportare attivamente una doverosa battaglia per la difesa dell’ambiente e del territorio. Lo farà chiedendo incontro, nei prossimi giorni, con il Dirigente Maurizio Perlingieri, referente del Commissario, e cercando di sensibilizzare la maggioranza consiliare (che si assumerà a breve la responsabilità di modificare il PUC, per rendere possibile l’avvio dei lavori) ai rischi cui si potrebbe andare incontro.

Alcune esperienze locali (in particolari l’individuazione dell’area industriale in una piana alluvionale e la discarica di S. Arcangelo Trimonte) dovrebbero testimoniare ad abundantiam quanti danni possa fare un decisore politico poco lungimirante e/o irresponsabile.

Incontro con Commissario Rolle su depuratore

Il 24 ottobre Marianna Farese e Nicola Sguera saranno a Roma, accompagnati da Marcello Stefanucci (LIPU), dai geologi Vincenzo Briulo e Vincenzo Portoghese. Saranno presenti all’incontro tra il Commissario Enrico Rolle, Commissario straordinario unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire l’adeguamento alle sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue, e Carlo Sibilia, portavoce in Parlamento del M5S.

Argomenteranno le critiche all’individuazione del sito per il depuratore da parte dell’Amministrazione Mastella e illustreranno le possibili alternative, topologiche e tecnologiche.

Convocazione Farese-Sguera Commissione Trasparenza Campania fondi Teatro Comunale

Convocazione Regione Campania Sguera-Farese per fondi POC

Interrogazioni/interpellanze (e risposte) del 19 ottobre 2017

Interpellanza Master e formazione progetti UE

Risposta a interpellanza Master e formazione progetti UE (Racioppi)

Interpellanza Progetto Microcredito

Risposta interpellanza Progetto Microcredito (Ambrosone)

Interpellanza Mercato Piazza Risorgimento

Risposta interpellanza Mercato Piazza Risorgimento (Ambrosone)

Riscossione TOSAP 2016-17

 

 

 

Ce la farà al terzo tentativo Mastella a risolvere il problema della refezione scolastica?

La pronunzia del TAR Campania di ieri segna una chiara vittoria dei genitori che, tassandosi, hanno contestato un “Regolamento” che il M5S di Benevento aveva duramente attaccato nella seduta estiva in cui fu approvato. La Giunta Mastella riteneva di aver trovato la scorciatoia per risolvere un’annosa questione e far quadrare tutti gli interessi in campo. Avevamo avvisato il Sindaco della pericolosità di questa scelta. Purtroppo, in attesa di una soluzione governativa o di un chiaro indirizzo giurisprudenziale, e non essendovi stato alcun investimento su un nuovo centro di cottura comunale, sarebbe stato opportuno un atteggiamento più prudente, una soluzione-ponte (che noi provammo a suggerire nell’Assemblea aperta del 17 marzo, per altro ricordando come l’Amministrazione fosse già in ritardo, qualunque strada volesse intraprendere).

Abbiamo chiesto vanamente che lo scorso Consiglio comunale fosse dedicato alla mensa, aprendolo a quanti vivono il disagio sulla propria pelle. Abbiamo ribadito la richiesta formalmente con altri consiglieri di opposizione.

La amara constatazione è che, malgrado le sollecitazioni, il Sindaco e il suo entourage non hanno elaborato un piano alternativo. L’arroganza ha obnubilato una corretta pianificazione che doveva prevedere un’ipotesi percorribile nel caso in cui il TAR avesse bocciato o congelato il “Regolamento” e la coincidenza tra tempo pieno e mensa.

Che fare, dunque, ora? In realtà è tutto più semplice di quanto lo si voglia far apparire: il Comune ha l’onere di organizzare e offrire un servizio mensa di qualità (non obbligatorio per le famiglie!), garantendo la possibilità di verifiche e controlli da parte dei genitori e degli organi preposti. Le scuole hanno l’obbligo di garantire il tempo pieno, e di conseguenza il consumo di un pasto a ora di pranzo, che è tempo scuola. Il TAR ha ribadito questa ovvietà, spesso dimenticata: i Dirigenti Scolastici sono i veri responsabili nel garantire alle famiglie l’ordinario svolgimento del tempo scuola, a prescindere dalla attivazione del servizio pubblico di refezione scolastica. Come abbiamo avuto modo dire: è tempo di far chiarezza sulle  responsabilità ed è giunta l’ora di un nuovo protagonismo da parte loro.

Quale deve essere la stella polare in questo tempo di incertezza normativa? Ovviamente la circolare del Miur del marzo 2017 in cui si raccomanda, tra le altre cose, «l’interlocuzione serena e costruttiva con le famiglie». Spiace dover ricordare al Sindaco e all’Assessore Del Prete che il MIUR, ritenendolo ridondante, ha evitato di specificare: con tutte le famiglie…

Non sappiamo cosa intenda fare Mastella. Lui, di solito così loquace, rispetto alle questioni decisive pare diventare afasico… «Perseverare diabolicum», in ogni caso. Pare che però questa Amministrazione abbia tendenze masochistiche che tollereremmo volentieri se non avessero ripercussioni sui cittadini. Dunque, attendiamo un ravvedimento che potrebbe manifestarsi immediatamente con la convocazione da parte del Presidente De Minico del Consiglio aperto richiesto dalle minoranze con istanza protocollata il 26 settembre, quindi non andando oltre la metà di settembre per ottemperare a quanto previsto dall’art. 39, comma 2 del TUEL: «Il Presidente del consiglio comunale […] è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri».

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