Monthly Archivenovembre 2017

E-bike, Piano Urbano Traffico e PUMS: proposte e sollecitazioni

Nel giugno 2015 il Comune di Benevento avviava il progetto “E-Bike0”, in partnership con Anci e Ministero dell’Ambiente, con lo scopo di incentivare la mobilità sostenibile e di raccogliere dati sulla qualità , «mediante dei sensori di cui sono dotate, avrebbero dovuto trasmettere i dati raccolti relativi all’inquinamento atmosferico, e poi successivamente (alla fine dell’anno di sperimentazione) trasmetterli al MATTM». Delle 30 bici 5 furono messe a disposizione di dipendenti comunali, 20 a cittadini, 5 ad associazioni, in comodato d’uso gratuito per un anno («alla fine del quale dieci cittadini e due associazioni tra quelle che avranno macinato più chilometri, ne acquisiranno la proprietà»).

Il M5S il 16 febbraio 2017 interpellò l’Amministrazione per conoscere lo stato dell’arte. Con Determinazione dirigenziale n. 8 del 28 febbraio 2017 fu approvato nuovo POD (Programma operativo di dettaglio) stante la proroga concessa dal Ministero dell’Ambiente per la sperimentazione fino al 13 novembre 2017.

Il M5S chiede, dunque, all’Assessore Delcogliano come intenda procedere ora che la sperimentazione è terminata. Soprattutto chiede:

1)   di dare massima trasparenza ai criteri con i quali si procederà alla nuova assegnazione (provvisoria o definitiva) delle biciclette;

2)   di escludere i dipendenti comunali da tale assegnazione;

3)   di tener conto di due criteri fondamentali: l’età e le condizioni economiche dei soggetti richiedenti, privilegiando, ovviamente soggetti giovani e in cerca di occupazione.

Allargando lo sguardo al problema della mobilità, con l’emergenza polveri sottili oramai divenuta strutturale, sollecitiamo l’Amministrazione a completare l’iter per l’affidamento della revisione del “Piano Urbano Traffico” (PUT) e del “Piano Urbano Parcheggi” (PUP). Ricordiamo che il “Codice della strada” prevede all’art. 36 non solo l’obbligo di dotarsi del PUT ma anche di aggiornarlo ogni due anni (comma 5). Il comma 10 recita: «I comuni e gli enti inadempienti sono invitati, su segnalazione del prefetto, dal Ministero dei lavori pubblici a provvedere entro un termine assegnato, trascorso il quale il Ministero provvede alla esecuzione d’ufficio del piano e alla sua realizzazione»). Ripetutamente in questi mesi abbiamo sollevato il problema nella Commissione Mobilità presieduta da Delia Delli Carri. Il 9 novembre scorso, finalmente, è stata ascoltata la dott. ssa. Vesce, responsabile del procedimento avente ad oggetto «Manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio di supporto tecnico-scientifico per l’aggiornamento del PUT e del PUP», scaduto nel febbraio scorso. Ebbene, la Vesce ci ha dato due notizie importanti: la prima è che la procedura era terminata (e mancavano solo le firme dei Dirigenti) per conferire l’incarico all’ing. Spinosa (di Roma) per un importo di circa 12 mila euro; la seconda notizia è che il precedente aggiornamento (del 2009) costò all’Ente circa… 200 mila euro. Lasciamo riflessioni e commenti a chi legge.

Ricapitoliamo: Benevento ha un Piano Urbano Traffico che risale al 2009 (e che costò 200 mila euro) e non è mai stato aggiornato (malgrado le prescrizioni di legge). Ad oggi, malgrado il bando sia scaduto a febbraio, ancora non si è formalizzato l’incarico (con un’Amministrazione in cui la destra pare non sappia cosa faccia la sinistra e la parte politica non sappia cosa fa quella tecnica).

Noi ci aspettiamo una risposta esaustiva e pubblica nei prossimi giorni dal Sindaco e dall’Assessore al ramo. In caso contrario metteremo in pratica quanto previsto dal comma 10 dell’art. 36 del Codice della Strada.

Infine, riteniamo necessario, come più volte sollecitato, non limitarsi ad un Piano traffico ma pensare in termini di mobilità sostenibile. Malgrado le sollecitazione reiterate non sappiamo se questa Amministrazione abbia avviato un percorso di redazione di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, tra i pochi rimedi seri ed intelligenti all’emergenza dello smog e delle polveri.

Lo sprezzo del ridicolo. La campagna di Altrabenevento anti-M5S cozza contro i fatti

Altrabenevento negli ultimi giorni ha toccato, se possibile, il fondo, dopo oltre un anno di attacchi scientifici miranti a screditare il Movimento sannita, partiti durante la campagna elettorale (con uno straordinario tempismo…) Il sodalizio, guidato con polso di ferro dal dipendente comunale Gabriele Corona (al punto da far venire il dubbio che esista al suo interno una pur minima dialettica) ha prima accusato il M5S, in maniera grottesca, di intelligenza con il nemico. Infatti nel mese scorso abbiamo proposto (alla luce del sole con nota a mezzo stampa e nella Commissione Ambiente) di aderire alla Giornata nazionale dell’Albero (il 21 novembre) con una piantumazione di alberi (che proseguirà domani, domenica 26 novembre). Questa manifestazione, ovunque sia stata fatta propria dalle Amministrazioni (di qualunque colore politico) ha assunto, come doveroso, carattere civico. Corona, oramai evidentemente avendo identificato il M5S beneventano come proprio personale nemico, ha affermato che si agisce con scarsa trasparenza… Chiunque potrà verificare, leggendo le note stampa o i verbali della Commissione, che siamo di fronte ad un perfetto ribaltamento della realtà, funzionale allo scopo di Altrabenevento: infangare e denigrare il Movimento su scala locale, reo di aver usurpato alcune questioni che venivano considerate una sorta di riserva personale (dalla mensa alle grandi tematiche ecologiche).

Si reitera, ancora una volta cadendo nel ridicolo. L’antefatto: in una nota agostana Altrabenevento accusava tutti i partiti e il M5S di silenzio sulle assunzioni in Ge.Se.Sa., avvenute nel mese di luglio. In diverse occasioni, il M5S, attraverso Marianna Farese nella Commissione presieduta da Annalisa Tomaciello, ha chiesto di conoscere le procedure adottate dall’azienda in questione, dato che è ovvio che essendo di natura privata non ha gli stessi obblighi del pubblico in tema di procedure selettive di evidenza pubblica, ma al contempo è tenuta al rispetto delle norme sulla trasparenza, norme richiamate dallo stesso “Regolamento Assunzioni” di cui l’azienda si è dotato.

Pertanto meraviglia la risposta scomposta dello stesso Abbate, che forse resosi conto di aver usato termini che un rappresentante delle istituzioni non dovrebbe, ha provveduto, tramite la Presidente Tomaciello a scusarsi con l’intera commissione, comunicando che erano altri i destinatari di tali ingiurie. Chiunque essi siano, il linguaggio usato è comunque grave, anche e soprattutto per aver chiesto chiarimenti che la Ge.Se.Sa. avrebbe dovuto comunque fornire in base al regolamento interno di cui si è dotata.

Altrabenevento non potendo più appellarsi al presunto “silenzio” del M5S beneventano, pur di gettare fango (qualche schizzo resta sempre, come noto), sposta il problema. Dovremmo farci carico niente poco di meno che di segnalare a Virginia Raggi e “chiarire” come è stato assunto un candidato del M5S.

Il M5S ha saputo evidentemente a cose fatte dell’assunzione, e proprio in virtù della opacità della vicenda agli occhi della città, sta chiedendo chiarimenti, indipendentemente dai nominativi degli assunti. Ovviamente l’obiettivo di Altrabenevento è quello di alludere (senza mai dire per mancanza di coraggio) che il M5S di Benevento abbia dei taciti accordi con il Sindaco Mastella. Politicamente questo rientra nella strategia che da sempre Corona stesso ha perseguito: perpetuare le status quo, impedire che una forza realmente alternativa al sistema (a cui il sodalizio sta come l’Oracolo in Matrix revolution) possa costruire le premesse, da forza di opposizione rigorosa e scevra da ogni compromesso (come tutti i voti consiliari, le note a mezzo stampa, le denunzie in Procura, le audizioni in Commissione regionale dimostrano), per una “rivoluzione” non di sola facciata.

Noi continueremo ad agire secondo i nostri principi, esigenti e severi per primi con noi stessi.

La convenzione per il “Vigorito” e i calcoli politici di Mastella

Abbiamo appreso con vivo stupore da organi di stampa («Convenzione stadio, se ne riparlerà nel mese di giugno ma con un canone diverso», «Il Sannio», 19.11.2017) che una questione che sembrava, prima dell’estate, di somma urgenza (essendo scaduta a settembre la precedente convenzione) viene rinviata senza alcuna giustificazione sostanziale.

Questa Amministrazione ha affrontato con piglio degno di lode la questione degli impianti sportivi, lasciati in una condizione di semi-anarchia da quella precedente. E va dato atto alla Commissione Sport presieduta da Luca Paglia, andando ben oltre i compiti che talaltri membri della maggioranza sembrano voler affidare a questi organismi, di aver spronato gli Uffici competenti e lo stesso delegato allo Sport in tale direzione, con il supporto bipartisan anche delle minoranze. Per questo stupisce una politica che sembra andare in direzione contraria.

Nella Commissione congiunta svoltasi stamani (Sport e Lavori Pubblici) il portavoce del M5S, Nicola Sguera, dopo aver sostenuto le rimostranze di Giovanni Quarantiello, capogruppo di maggioranza, il quale ha ribadito con veemenza che non avallerà alcun debito fuori bilancio dovuto alla leggerezza con cui si è affrontata la questione dei lavori al “Ciro Vigorito” (rispetto ai quali non si è ancora, dopo mesi, addivenuti a certezze contabili sull’avere o l’eventuale dare), ha aggiunto – chiedendo che fosse messo a verbale – che pare sospetto rinviare la nuova convenzione a dopo le elezioni politiche previste per marzo o maggio, nelle quali, come oramai noto, sarà impegnato un membro della famiglia Mastella. La scelta dell’Amministrazione sembra dovuta ad un calcolo elettorale: non creare frizioni con il Presidente del Benevento Calcio in un periodo così delicato. Ma questo significa che si immagina una proroga di ben 9 mesi, con il conseguente mancato adeguamento del canone! Informalmente, ma anche raffrontando quanto fatto per altri impianti, la voce di questi mesi parlava di un canone di circa 200 mila euro (oltre al pagamento delle utenze – acqua, gas, luce – che, ad  ora, a quanto ci risulta, sono ancora a carico del Comune), rispetto agli attuali 20.000. La domanda che ci poniamo è la seguente: la Corte dei Conti può accettare che un Comune in dissesto rinunzi volontariamente ad un introito di 200 mila euro? Quando la Convenzione fu prolungata di un anno non c’era stata ancora la dichiarazione di dissesto…

Il delegato allo Sport, Vincenzo Lauro, dichiarava ad agosto: «L’aumento del canone annuo? È un atto dovuto. L’amministrazione ha la corte dei conti addosso e ci sono delle regole da rispettare». L’Assessore Pasquariello ha dichiarato la settimana scorsa: «È indubbio che il presidente ha realizzato dai lavori che devono essere riconosciuti dal Comune; una volta fatto questo realizzeremo una convenzione che terrà presente degli esborsi del Benevento Calcio e stabilirà un equo canone che non potrà essere quello attuato fino a questo momento. Siamo un ente soggetto al controllo della Corte dei Conti e dobbiamo rendere conto di come gestiamo i nostri impianti». Il Sindaco ha fatto, dunque, le sue dichiarazioni in conferenza stampa senza neanche consultare gli uomini più esposti su questo fronte?

Dunque, nel rendere edotta la cittadinanza di quali danni già stia facendo la scelta – in barba alle promesse del luglio 2016 di non dedicarsi più alla politica nazionale – del Sindaco, chiediamo alla maggioranza di assumersi le proprie responsabilità. Governare una città significa fare scelte difficili e coraggiose. Certo è difficile se l’unica meta da raggiungere è uno scranno parlamentare sibi aut suisque… Se le politiche locali, di quella che, nelle parole dell’altro capogruppo, Luigi De Nigris, doveva essere un’esperienza “civica”, vengono subordinate ad alleanze, calcoli et cetera. Il Sindaco, che ha voluto furbescamente cavalcare l’entusiasmo popolare nei mesi scorsi, dimostri di essere all’altezza del suo ruolo, anche in una congiuntura così delicata.

Aspettiamo, con qualche punta di scetticismo, di essere smentiti immediatamente.

Domande agli Assessori (e tre chiose)

Poiché le questione sul tappeto sono tante e lo strumento dell’interrogazione/interpellanza, prezioso, viene vanificato dai tempi biblici che intercorrono fra le domande poste e le risposte ricevute, una tantum redigiamo una nota omnibus sollecitando gli Assessori di riferimento.

All’Assessore Defogliano: da un anno stiamo cercando di far ricollocare al principio di Contrada Piano Morra, poco dopo la Stazione in disuso, un cartello, prima dei lavori di ampliamento presente, con il divieto di transito per mezzi pesanti. Gli abitanti della zona hanno più volte segnalato i danni che molti di questi mezzi producono, con conseguenze immaginabili sulle macchine. In particolare sta cedendo una curva della strada. Quanto costerà all’Amministrazione ripararla? Noi abbiamo sollecitato il comandante Fantasia, che ha prodotto subito relazione, e l’Ufficio competente. Possibile che il Comune non sia in grado di ripristinare un cartello stradale?

All’Assessore Pasquariello: nella Commissione regionale dove fummo ascoltati l’Assessore si impegnò a sollecitare all’Ufficio Cultura l’invio dell’incartamento richiesto dalla Regione per verificare se la rimodulazione dei fondi POC fosse coerente con le indicazioni date. Sono state trasmesse le carte come richiesto dagli Uffici Regionali? In caso positivo, qual è stato il riscontro ricevutone?

All’Assessore Picucci: con una certa sorpresa abbiamo letto delle manifestazioni natalizie imminenti e del loro finanziamento. Il Comune impegna 40 mila euro da stanziare con apposita variazione di bilancio. Ma nella rimodulazione dei fondi POC, non erano previsti 210 euro per eventi culturali, 124 dei quali utilizzati per “A Sud di nessun Nord”, residuando così, all’incirca, oltre 90 mila euro che si disse si sarebbero utilizzati per il Natale? A cosa si deve questo mutamento di strategia e che utilizzazione avranno i fondi rimodulati? Non sarà forse il frutto del (severo) monito a rispettare la proporzione del 70% dei fondi da destinare a lavori strutturali per i teatri e il 30% alle manifestazioni, monito agli atti della Commissione regionale?

All’Assessore Russi: possiamo avere una risposta ufficiale ed argomentata in relazione alla nostra richiesta (passata attraverso la Commissione presieduta da Anna Orlando) che il Comune aderisse alla sperimentazione del VAR (Vuoto A Rendere). C’era un impegno a verificarne con Madaro, Amministratore di ASIA, la sostenibilità economica. Qual è stato l’esito della verifica?

 

Tre chiose infine.

  1. Plauso all’Amministrazione che ha aderito alla iniziativa “Alberi per la vita”. È l’unica risposta di lungo respiro all’emergenza smog e polveri sottili. Ci auguriamo che diventi appuntamento fisso ogni anno e che Benevento abbia migliaia di alberi in più alla fine della consiliatura.
  2. A proposito… Altrabenevento, in disperata ricerca di visibilità, continua monotonamente a sottolineare presunte inadempienze del M5S, in questo caso sulle questioni PM10. Se i sodali non leggono le nostre note e non consultano gli atti della Commissione Ambiente per monitorare il nostro operato vuol dire che svolgono male, molto male il loro lavoro. Non sarà il livore la molla del loro agire?
  3. Commissioni e caso Franzese, sul quale ci siamo già espressi ritenendo che i comportamenti alla base del DASPO sono inaccettabili soprattutto se a porli in essere è un rappresentante delle Istituzioni: prima per un’adesione ad AP e oggi per la sanzione inferta, la Commissione attività produttive non si riunisce stabilmente da circa un semestre. Come si risolverà la vicenda? Con la presidenza della Commissione ad Angela Russo. Che ha felicemente messo al mondo una nuova vita (auguri!) e, dunque, non le sarà facile garantire per molti mesi, realisticamente, lo svolgimento della Commissione…

Opportune le dimissioni di Franzese, colpito da DASPO

Domenico Franzese, consigliere di maggioranza, eletto nel 2016 nella “Lista Mastella”, da poco nel gruppo consiliare dei “Moderati”, è destinatario di un DASPO (acronimo per Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive) per fatti accaduti domenica 29 ottobre, nelle ore che hanno preceduto la partita Benevento-Lazio.

I fatti sono controversi: da una parte la ricostruzione della Questura, secondo cui il comportamento di Franzese ed altri ha «rischiato seriamente di creare pericolo per l’incolumità dei tifosi laziali», dall’altra quella di Franzese stesso, secondo cui si sarebbe trattato di un piccolo diverbio per motivi di viabilità equivocato dalla Squadra Mobile.

Il Questore Bellassai ha inflitto il DASPO più pesante: divieto di accedere alle manifestazioni sportive per 5 anni con l’obbligo di firma.

Senza entrare nel merito dei “valzer” (Mastella) che hanno caratterizzato Franzese e i suoi compagni d’avventura (Puzio e Angela Russo), sui quali ci auguriamo – come promesso dal Presidente del Consiglio, De Minico – di poter intervenire in Consiglio, e rimanendo sulla vicenda, riteniamo legittimo da parte del consigliere difendersi in tutte le sedi e cercare di mostrare la propria innocenza.

L’art. 12 dello “Statuto” della città di Benevento recita: «Il Consigliere Comunale […] è chiamato ad operare con correttezza, disinteresse, lealtà e preparazione». Il comma 2° dell’art. 54 della Costituzione recita: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore […]».

Il problema che avremmo voluto porre, come gruppo consiliare del M5S, ma la cui discussione è stata rinviata nella (infantile?) speranza che i cittadini dimenticassero, è il discredito che sta cadendo su tutto il Consiglio comunale a seguito dei cambi di casacca e dei “valzer” legati ad ambizioni personali. La sfiducia dei cittadini nella politica è un male di cui tutti dovrebbero preoccuparsi perché mina alla base il funzionamento della democrazia. Non siamo di fronte ad una questione “privata”, a “passioni” che pertengono la sfera personale (come ha dichiarato, invece, De Minico). Franzese è un cittadino a cui è affidata una funzione pubblica. Un organo dello Stato, la Questura, ha certificato un suo comportamento assolutamente riprovevole che addirittura avrebbe potuto avere conseguenze deleterie per l’incolumità di altri cittadini.

In virtù di tutto questo, nel caso in cui nelle prossime settimane non dovessero emergere novità di rilievo e il Consigliere non riuscisse a dimostrare in maniera inequivocabile la sua estraneità ai fatti, riteniamo, a prescindere dalla normativa (che non prevede incompatibilità fra carica di consigliere e DASPO) che sarebbe doveroso da parte di Franzese rassegnare le proprie dimissioni. Non riteniamo, infatti, moralmente accettabile la permanenza nel massimo consesso cittadino di chi (come recita l’art. 6 della legge 401 del 13 dicembre 1989 – “Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive”) ha «preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive» o ha «incitato, inneggiato o indotto alla violenza».

Detto questo, e passando ad un piano squisitamente politico, appare sempre più in maniera chiara come la maggioranza che regge le sorti della città non sia divenuta “classe dirigente”. A Mastella la responsabilità di aver tentato la sorte con un’eterogenea sommatoria di storie personali che, ad un anno e mezzo dall’elezione, non sono divenute una “squadra” né, a quanto pare, hanno metabolizzato i doveri connessi alla importante funzione pubblica esercitata. Ci sarà tempo per un bilancio dell’attività dei consiglieri, soprattutto dei Presidenti di Commissione. Poniamo tre domande con una riflessione a margine, però.

  1. Aveva senso nominare alla presidenza della Commissione Attività Produttive un consigliere che è un operatore del settore (con il rischio di possibili conflitti di interesse che rendono doverosa una condotta specchiata)?
  2. Quanto hanno inciso i “valzer” (Mastella) del consigliere sul buon funzionamento della Commissione?
  3. Le recenti esternazioni, come sempre di pancia, del Sindaco sugli eccessi della “movida selvaggia” e i danni alla città e ai residenti non sono un implicito atto di accusa nei confronti di una Commissione e di chi la presiede che avrebbe dovuto farsi carico ben prima, con soluzioni concrete, del problema?
  4. È infine doveroso ricordare che Franzese ha sempre vantato la paternità di una delle idee più sbagliate e foriere di danni alla comunità beneventana dell’intera consiliatura: quella della mensa obbligatoria.

Ovviamente queste ultime sono valutazioni opinabili. Non è opinabile invece che un consigliere colpito da DASPO mini la credibilità dell’intero Consiglio comunale.

Marianna Farese, Nicola Sguera (M5S BN) & Meetup “Grilli Sanniti”

Basta attendere sul contrasto all’azzardopatia

 

                                                  

  1. Ringraziamenti

Grazie a Lucia De Cristofaro che ci ha supportato nel lavoro sull’azzardopatia con attività di studio e di sollecitazione.

  1. Perché è necessaria una ricostruzione storica

E’ necessaria una una ricostruzione storica propedeutica alla proposta ad un’Amministrazione che ama rinviare sine die per poi dichiarare non realizzabile quanto proponiamo. Ricorderete il precedente delle compostiere di comunità, ricorderete le nostre proposte sulla mensa, mai prese in considerazione, quelle sulla depurazione delle acque, ultima quella sul “vuoto a rendere” che speriamo venga portata avanti con beneficio di commercianti e cittadine.

  1. La lotta alle ludopatie nel DNA del M5S a Benevento (2013)

La lotta alle ludopatie (o meglio: gioco d’azzardo patologico) fa parte del DNA del M5S. Gli attivisti beneventani sono anch’essi, da tempi non sospetti, in prima fila in questa battaglia. Nel 2013 fu presentata istanza al Comune contro slot e gioco d’azzardo (ignorata come tutte le altre, che potete trovare sul sito del Meetup.

  1. Il M5S pone la questione nella Commissione consiliare (novembre 2016)

Il portavoce Nicola Sguera (sollecitato anche da un noto operatore del SERT locale, il dott. Vincenzo Biancolilli, ora in pensione), nella sede opportuna (cioè la Commissione Servizi Sociali presieduta da Molly Chiusolo) ha chiesto nell’autunno 2016 di calendarizzare la discussione sul tema per addivenire ad un “Regolamento” cittadino in materia.

A fine novembre è stato ascoltato Angelo Moretti (01. Moretti 29.11.2016 (G.A.P.)), della Caritas, che ha presentato un quadro devastante: a Benevento la ludopatia ha assunto tratti epidemici che mettono in crisi la stessa tenuta del tessuto sociale .  

  1. Il Convegno saltato (gennaio 2017)

A gennaio viene annunziata una campagna in merito: «Il Comune di Benevento sta valutando interventi mirati al contrasto del gioco d’azzardo patologico. A Palazzo Mosti si è infatti tenuto un incontro tra il Vicesindaco Erminia Mazzoni e Anna Cigliano, vicepresidente delle Acli di Napoli, nonché componente del coordinamento regionale della Campagna contro il gioco di azzardo patologico (GAP) denominata “Mettiamoci in gioco”». Il 16 gennaio si sarebbe dovuto tenere un convegno (02. Autorizzazione Convegno Ludopatie (13.01.2017)) con il patrocinio e la partecipazione del Comune e dell’Unisannio, sul gioco d’azzardo e sulle patologie che ne derivano dal titolo: “L’azzardo del gioco. Manie, rischi e (probabili) soluzioni”. Avrebbe dovuto partecipare tra gli altri Nadia Toffa, conduttrice delle Iene. Rinviato – stando a quel che sappiamo – per motivi “metereologici” –, del Convegno si è persa traccia.

  1. Il cambio di rotta (gennaio 2017)

Poche settimane dopo la Chiusolo ha annunziato: «A seguito dell’attività svolta da questa amministrazione nell’ambito della Commissione Politiche Sociali, l’Associazione nazionale di rappresentanza confindustriale – Assotrattenimento 2007 ha chiesto un incontro al vice sindaco Erminia Mazzoni per discutere in merito al gioco d’azzardo patologico». Incontro valutato positivamente dalle parti, esso dovrebbe servire a trovare «alcune soluzioni volte a contemperare le esigenze degli operatori del settore, dei cittadini e dell’Amministrazione stessa». L’impressione è che, come in altri casi, l’Amministrazione Mastella partita da nobili propositi, calando l’ideale nel reale, abbia modificato radicalmente l’indirizzo iniziale. Dalla tutela del cittadino si è passati all’ascolto attento degli operatori economici.

  1. Il congelamento del “Regolamento” (gennaio 2017)

La Chiusolo ha comunica in sede di Commissione che la questione “Regolamento” sarebbe stata congelata in attesa di un indirizzo univoco da parte della giurisprudenza sui ricorsi che le Associazioni di categoria stanno facendo fioccare contro i tentativi di arginare il fenomeno. La decisione è stata condivisa da tutti, compreso il M5S (per altro di comune accordo con il dott. Biancolilli che seguiva l’evolversi della situazione anche in altre città italiane).

  1. Il Sindaco inaugura la sala Slot… (gennaio 2017)

Il 19 gennaio 2017 il Sindaco ha inaugurato la famosa sala con un prelato noto e stimato in città, don Pompilio Cristino. In Commissione Nicola Sguera ha stigmatizzato l’accaduto, ritenendolo contraddittorio rispetto al percorso avviato sia dall’Amministrazione che dalla Commissione stessa .

  1. La denunzia del senatore Endrizzi (marzo 2017)

Il senatore Endrizzi, «educatore professionale nel campo delle dipendenze patologiche, in particolare per quanto riguarda il gioco d’azzardo patologico», in prima fila da anni in questa (doverosa) lotta di civiltà, in una nota del 14 marzo scrive: «L’ex ministro ed oggi sindaco di Benevento Clemente Mastella continua ad essere un esempio diseducativo per i cittadini». Non sappiamo se la querela minacciata da Mastella sia stata mai messa in pratica.

Il M5S BN, in una nota del 18 marzo, chiedeva al Sindaco e al Vescovo cosa intendessero fare.

  1. L’articolo di Stella (marzo 2017)

G.A. Stella dedica un articolo durissimo alla vicenda su «Sette» (Mastella-Ludopatie (Sette, 24.03.2017)) (magazine del «Corriere della Sera») del 24 marzo 2017. Confesso che quando mi chiamò pensai fosse uno scherzo. Gli fornii tutti i materiali necessari a capire la vicenda.

  1. Le Iene a Benevento (aprile-maggio 2017)

Il 14 aprile Filippo Roma delle “Iene” era a Benevento. La redazione mi aveva contattato la sera prima per avere alcuni documenti ma senza preavvisarmi della loro venuta, anche per me una sorpresa.

Il servizio va in onda i primi di maggio e suscita enorme scalpore in città. Mastella e don Pompilio ne escono molto male. Inconsapevoli, strumentalizzati o complici? Agli spettatori la sentenza, comunque non benevola.

Mastella abbozza. Cerca di far scendere un velo pietoso sull’indifendibile. Sa di aver fatto una figuraccia. 

  1. La Caritas, unico argine al male (primavera 2017)

Tra aprile e maggio, intanto, la Caritas si legittima come unico argine alla diffusione della “malattia”, lanciando iniziative di sensibilizzazione e uno sportello “No azzardo”.

  1. La mozione del M5S (maggio 2017)

Il M5S BN invia il 9 maggio alla Commissione Servizi Sociali una mozione da discutere in Consiglio che impegni Consiglio e Giunta ad impegnarsi con una serie di iniziative:

– insieme con l’ASL, lanciare un ciclo di attività informative, formative e di sensibilizzazione rivolte agli alunni delle scuole primarie e secondarie e ai cittadini mirate sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo;

– la promozione, sempre attraverso l’Asl locale, di campagne informative circa l’esistenza di terapie mirate e specifiche per chi soffre di dipendenza dal gioco e campagne di informazione per le famiglie dei giocatori affetti da tale tipo di dipendenza, affinché siano edotti sugli strumenti esistenti per – – difendere il giocatore ed i suoi familiari dalle gravi conseguenze della loro patologia sul patrimonio familiare.

– l’attivazione di una politica di sgravio fiscale che premi gli esercenti che si impegnino a non installare slot macchine–video lottery nei propri locali, o a rimuovere quelle installate;

– il sostegno, una tantum, la promozione di questi esercizi commerciali offrendo, ad esempio, la possibilità di utilizzare, in maniera gratuita, spazi pubblicitari di pertinenza comunale per le proprie attività produttive;

– ’obbligo, nel rispetto della normativa vigente, gli esercenti che non vorranno aderire alla campagna “no slot-machine” a posizionare vicino a tali apparecchi, in maniera ben visibile, un cartello che ne segnali la pericolosità e la possibile causa di dipendenza.

E, ovviamente, a stilare ed approvare un “Regolamento”!

  1. Oggi..: aut aut

Il 25 settembre abbiamo sollecitato l’Amministrazione rispetto a questa proposta. Chiudevamo scrivendo:  «Sarebbe assai triste che si volesse glissare, voltandosi dall’altra parte, tutelando indirettamente l’interesse di pochi». Ad ora non abbiamo avuto alcuna risposta».

Intorno, invece, lo Stato rimetteva in discussione le politiche in materia, sciaguratissime, i TAR (Campania, Brescia…) davano ragione ai Sindaci che avevano regolamentato, finanche Avellino, la settimana scorsa, approvava il Regolamento…

Intanto l’ASL di Benevento annunziava, grazie ad un progetto regionale, la creazione di un ambulatorio per dipendenze patologiche da ludopatie.

L’unico soggetto assente, dunque, in questo momento è il Comune.

Insomma, caro Mastella, cara Molly, caro Ambrosone, non ci sono più alibi. O Benevento è una città no-slot oppure è slot-friendly. Tertium non datur. O tutela prioritariamente i cittadini e le famiglie o copre gli interessi degli imprenditori del settore. Aut aut…

* * *

Intervista a Carlo Sibilia e Nicola Sguera

Servizio di Emozioninrete

Servizio di NTR

Servizio di Anteprima 24

Agimeg

Resoconto di Gazzetta di Benevento

 

 

 

 

 

Un Comune no-slot o slot-friendly? Conferenza stampa sull’azzardopatia  

Venerdì 3 novembre 2017, alle ore 11,15, nello Spazio a 5 Stelle di via dei Mulini, si svolgerà una conferenza stampa sulle iniziative che il Comune di Benevento dovrebbe mettere, non ha mai messo e non si comprende ancora se voglia mettere in campo per arginare la piaga del “gioco d’azzardo patologico” (G.A.P.) o “azzardopatia”, malgrado le ripetute sollecitazioni avute a partire dall’autunno del 2016 dal M5S e i reiterati impegni ad iniziative di sostegno a quanto sta facendo da tempo la Caritas e si accinge a fare, con uno sportello dedicato, l’ASL di Benevento.

Ne parleranno il portavoce alla Camera dei Deputati, Carlo Sibilia, che illustrerà le proposte del M5S, e il portavoce nel Consiglio comunale di Benevento, Nicola Sguera.

Show Buttons
Hide Buttons