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Restituiamo per Benevento

All’Istituto Tecnico Commerciale e Industriale “Salvatore Rampone” di Benevento colpito pesantemente dall’alluvione e dai nubifragi del 14, 15 e 19 ottobre 2015 è stata destinata l’eccedenza degli stipendi dei Consiglieri Regionali del M5S della Campania, maturata dal giorno del loro insediamento fino al mese di ottobre. Un contributo diretto e immediato per il ripristino delle attività didattiche con l’acquisto dei computer e attrezzature per i laboratori d’informatica, grafica, tecnologici e linguistico dell’istituto. Un modo concreto per sostenere e aiutare una struttura scolastica tra le eccellenze didattiche campane in termini di uso delle nuove tecnologie, innovazione e attività avanzate. Noi abbiamo fatto un sacrificio di sobrietà, portando ai campani e in questo caso ai beneventani cose reali e non solo annunci: abbiamo voluto che questi soldi del taglio dei nostri stipendi venissero adoperati per un’opera utile. Questo per il Movimento 5 Stelle è il modo d’intendere la politica quella con la “P” maiuscola. E’ la prima volta che accade nella storia della Regione Campania che un gruppo politico finanzi con i propri stipendi un’iniziativa di pubblica utilità. Sarebbe un bel salto di qualità della politica se anche gli altri consiglieri, invece, di intascare tutti i consistenti stipendi e rimborsi mensili, facessero lo stesso, ma dubito che avvenga. Era la cosa giusta da fare per dare un contributo all’immane tragedia che ha colpito un’area produttiva della Campania dalla scuola occorre ripartire perché solo il sapere, la cultura, l’innovazione faranno grande la Campania ed i suoi giovani cittadini.

Tari e rifiuti

“Nel Dossier del marzo scorso facemmo notare, a proposito della TARI, l’anomalia rispetto ad altre città italiane, dove l’aumento della raccolta differenziata corrispondeva ad una diminuzione della tassa. Una questione, dunque, di lungo periodo, riconducibile a quella che noi abbiamo valutato come scarsa competenza del management voluto da Pepe e rimasto in sella per un decennio circa. Oggi si iniziano a levare alte proteste da parte dei cittadini per importi esosi, per lo più, quanto e più degli anni precedenti”.

I cittadini  devono sapere che ci sono cause oggettive e non imputabili all’Amministrazione attuale, in particolare l’aumento dei costi legati alla SAMTE (Sannio Ambiente e Territorio), società che fa capo alla Provincia (con la quale c’è una lotta feroce in ogni settore possibile), e allo sversamento dei rifiuti allo Stir (Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti) di Casalduni.

Imputiamo, invece, all’attuale amministrazione due cose: non essere stati chiari nella comunicazione ai cittadini, addirittura ipotizzando una diminuzione del 4% della tassa; non aver aderito al bando per il compostaggio di comunità che avrebbe iniziato ad alleviare per alcuni cittadini la TARI, inaugurando un approccio innovativo alla questione rifiuti, con i seguenti risultati positivi: ridurre la tassa rifiuti fino al 30%”; alleggerire il lavoro dell’Asia (potendo usufruire di unità lavorative, ex-Consorzi, messe gratuitamente a disposizione dalla Regione); essere il primo passo per la realizzazione del ciclo integrato dei rifiuti, gap strutturale che l’azienda in house di Palazzo Mosti definisce, da sempre, una delle principali cause che incidono in maniera negativa sul bilancio aziendale.

Per il resto, – proseguono gli esponenti pentastellati – siamo in attesa di conoscere il piano industriale del nuovo management, non ancora insediatosi. Ma perché tutto questo periodo sabbatico tra la “defenestrazione” di Via delle Puglie e l’insediamento del Professore? È possibile che si stia lavorando alla trasformazione dell’Asia da partecipata a totale capitale pubblico ad azienda mista, pubblico/privata? O è ipotizzabile l’assorbimento dell’Asia nell’ATO rifiuti?

In campagna elettorale, proponemmo un nuovo modello che definimmo “Waste E-conversion”: «un sistema che innova totalmente il segmento della raccolta e del trasporto rifiuti solidi urbani, passando da un concetto di servizio pubblico in cui il cittadino è il fruitore passivo e spesso indisciplinato ad una nuova cultura di un cittadino che parteciperà attivamente alla gestione e consegna del rifiuto prodotto». Auspichiamo un’interlocuzione su queste tematiche con il prof. Bernardino Quattrociocchi, nuovo Amministratore unico di ASIA.

Come già detto, le domeniche ecologiche organizzate dal sindaco in carica non sono altro che un segno ulteriore dell’incapacità di questa amministrazione, in linea con quella precedente, nel governare il sistema dei rifiuti.

A margine ma non troppo, ci è stata segnalata la difficoltà di molti addetti a recapitare la tassa. Anche in questo caso, ci permettiamo di ricordare che lo scorso anno sollecitammo il Comune ad aggiornare il SIT (Sistema Informativo Territoriale). In particolare, scrivevamo che «con l’importazione delle librerie della Ge.Se.Sa […], attraverso il combinato delle informazioni esistenti, sarà possibile effettuare una radicale lotta all’evasione in tema di T.A.R.I». A che punto siamo? Possibile che il Comune non riesca ad utilizzare al meglio uno strumento il cui aggiornamento ha un costo irrisorio rispetto ai benefici che se ne trarrebbero?

Di questo ed altro – concludono – tratteremmo a breve in una conferenza-stampa dedicata con i risultati del Gruppo di lavoro del Meetup “Grilli Sanniti” supportato da esperti.

Depuratore

La firma dell’intesa con l’Autorità di Bacino, avvenuta il 24 gennaio, apre un nuovo capitolo della storia della depurazione delle acque in città. È apprezzabile la scelta di lavorare gomito a gomito con la massima autorità del settore (sulla falsariga di quanto fatto con l’ANAC per l’anticorruzione). E resteremo, dunque, in questa nota sul piano del metodo.

Il 19 gennaio il M5S ha promosso un’Assemblea pubblica in cui si è raccontata la storia quarantennale del depuratore, e si sono mostrate criticità rispetto al precedente progetto che prevedeva la localizzazione dell’unico depuratore a S. Angelo a Piesco. In quella circostanza l’Assessore (ai Lavori Pubblici, assente quello all’Ambiente), Mario Pasquariello, aveva affermato perentoriamente che la decisione spettava solo all’Amministrazione. L’A.D. di Gesesa, Piero Ferrari, aveva ribadito quanto detto nella Commissione consiliare, auspicando un depuratore unico, più economico da costruire e da gestire. La conferenza-stampa del 24, inizialmente prevista solo per la stampa e aperta poi anche ad esponenti dell’ambientalismo cittadino grazie ad una nostra esplicita richiesta allo staff del Sindaco («Se non fosse stato per l`intervento del consigliere Sguera i cittadini sarebbero stati a origliare dietro la porta mentre si davano comunicazioni importanti per la città», ha scritto l’avv. Alessandra Sandrucci di “Altrabenevento”) ha voluto comunicare l’avvio di un percorso (coerente con quanto scritto nel “Programma di mandato”), in cui dovrebbero avere un ruolo importante le Commissioni consiliari (Ambiente e Lavori Pubblici), i cui Presidenti erano al tavolo dei lavori.

Tali Commissioni, su impulso del M5S, che richiese l’approfondimento della questione depuratore da settembre, hanno già ascoltato le maggiori associazioni ambientaliste sannite. Sia il Sindaco che Vera Corbelli, massima dirigente dell’Autorità di Bacino, hanno ribadito la necessità di un confronto. L’intesa crea un punto di partenza: la localizzazione di due siti di cui va ulteriormente verificata la tenuta in termini di sicurezza. La Corbelli ha affermato che «dalla settimana prossima si creerà un gruppo di lavoro costituito da Autorità di Bacino e Amministrazione che sarà a disposizione di tutti gli attori sociali». Nello stesso tempo si faranno delle «conferenze» invitando tutti per illustrare il percorso fatto. Nel corso della conferenza stampa il Sindaco, con toni forti, ha ricordato che, se il depuratore si fosse realizzato nel 2011 (seguendo, per altro, l’iter previsto dalla legge), l’alluvione del 2015 avrebbe rischiato di creare un vero e proprio disastro ecologico. Ma in quel caso furono alcune associazioni ecologiste a mettere in guardia dai rischi! Per citare, dunque, il Sindaco, non «grazie a Dio» non è accaduto ma grazie all’impegno di uomini e donne che dedicano il proprio tempo alla salvaguardia del nostro territorio. Li si ascolti, allora, in questa circostanza, senza considerarli, come troppo spesso si fa, un fastidioso intralcio rispetto all’efficienza: i costi che vengono abbattuti in una prima fase rischiano di essere pagati con salati interessi nel caso di eventi catastrofici. La stessa Corbelli ha ribadito in conferenza stampa che molte verifiche vanno ancora fatte.

Questa nota, dunque, interlocutoria, riguarda soprattutto il metodo. Senza “impiccarsi” a quanto fatto in un’ipotesi progettuale che ha rivelato negli anni tutte le sue criticità, non chiudere ad un’idea diversa della depurazione, che si ricolleghi all’esistente e abbia come faro due principi: la riduzione dell’impatto ambientale e la “modularità”, che ben si adatta alla conformazione della città. La «città biostorica» è una città che accetta di evolvere nel solco della sua storia? Un grande depuratore collocato in una zona che ora non ha (forse!) criticità (come non le aveva S. Angelo a Piesco nel 2011, stando alle “carte”…) è parte di questa storia? E se fra vent’anni il terreno iniziasse a franare cosa diranno i nostri figli? Che chi prese questa decisione fu un irresponsabile? Sappiamo che la questione è spinosa, che non è facile prendere decisioni. Ci si ispiri allora (stante anche l’amore del Sindaco per la filosofia) all’«euristica della paura» di cui scrive Hans Jonas: se c’è un minimo rischio si percorrano altre strade. Quali possano essere lo scriveremo nei prossimi giorni in un’ottica di proposta, e lo ribadiremo nelle Commissioni consiliari”.

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