Il naufragio di una maggioranza impaurita nelle acque di GE.SE.SA.

Il naufragio di una maggioranza impaurita nelle acque di GE.SE.SA.

Oggi sono accadute molte cose in Consiglio. Prima di tutto ci sono state, finalmente, le riprese integrali, che a breve saranno sul sito e sui social del M5S. Bisogna disciplinare tale pratica, ma è un altro passo in avanti verso il Comune-“casa di vetro” dopo la conquista dei verbali delle Commissioni in rete.

Il M5S ha confermato di essere opposizione “costruttiva”, votando il doveroso “Regolamento” che istituisce la “Consulta delle donne”, buon esempio di lavoro consiliare condiviso e partecipato, non imposto dall’alto.

Abbiamo coerentemente criticato la finanza creativa dell’Amministrazione sull’uso dei fondi per i migranti, che distorce completamente le indicazioni che li avrebbero voluti investiti sul potenziamento degli SPRAR, dando «risposte concrete sui territori».

Abbiamo aspramente criticato la delibera relativa alle manifestazioni natalizie, non solo sottolineando come faccia sorridere la locuzione che allude alla «profonda spiritualità del Natale» e alle iniziative connesse, pensando alla ruota, al trenino e ai seggiolini volanti che deturpano Piazza IV Novembre suscitando unanime riprovazione. Per altro, abbiamo rivendicato il merito di aver costretto la Giunta a spericolati esercizi contabili, nel momento in cui la nostra sollecitazione sui fondi POC alla Regione e il richiamo seguitone hanno imposto di destinare, come si doveva, ben 90 mila euro (che si sarebbe voluto utilizzare per i ludi natalizi) al Teatro De Simone. Il Sindaco ancora una volta si è risentito, e ha reagito in maniera abbastanza scomposta. Ci limitiamo ribadire quanto detto: apprezziamo moltissimo la sua rinunzia all’indennità sindacale, biasimiamo che non stia rispettando quanto scritto nella Delibera, e che cioè quel fondo vada utilizzato per attività sociali.

La nota politica più importante della giornata però è sicuramente il ritiro della delibera GE.SE.SA. Ad essa ci siamo opposti in questi giorni, sollecitando anche i nostri parlamentari e apprezzando l’intervento del Comitato “Acqua Bene Comune”, che ha denunziato il rischio di una strisciante privatizzazione. Aggiungiamo, peraltro, che nel verbale del Consiglio di Amministrazione della GE.SE.SA, del 24 ottobre 2017, viene chiarito che l’aumento di capitale è finalizzato alla acquisizione di nuovi soci pubblici (il che è legittimo), ma tale acquisizione è condizionata alla contestuale dichiarazione di volontà di affidamento della gestione del servizio idrico integrato. In pratica con l’acquisto delle azioni si formalizzerebbe un contratto preliminare di affidamento ad una società pubblico-privata. Meraviglia, dunque, che il CdA della GE.SE.SA. ignori l’esistenza di un parere della Corte dei Conti (108/2016) in cui il Comune di Altavilla Irpina chiede, in sintesi, di procedere all’affidamento diretto di tale servizio. La risposta della corte è un secco no. La motivazione risiede proprio nella presenza di soggetti privati nella compagine della società erogatrice. Così facendo, infatti, si eluderebbero le norme in materia di contratti e appalti. Per cui tutta l’operazione messa in atto cadrebbe proprio sulle ragioni per cui è nata. Infine, il consigliere Sguera non è riuscito a pronunziare il suo intervento  relativo ai continui cambi di collocazione politica in seno al Consiglio. Malgrado le rassicurazioni del Presidente De Minico, che aveva chiesto di posticiparlo alla fine dei punti all’ordine del giorno, quando il portavoce ha iniziato il suo intervento la maggioranza, che iniziava a lasciare l’Aula, per bocca del capogruppo Quarantiello chiedeva di verificare il numero legale e di sospendere la seduta. Lo riteniamo un clamoroso autogoal: il trasformismo che ha reso Palazzo Mosti un “quagliodromo” (per citare il suo stesso Presidente) non si può nascondere come polvere sotto il tappeto. È questione che meriterebbe di essere discussa da una classe dirigente che non avesse paura delle proprie scelte. Per questo il M5S ha convocato ad horas conferenza stampa in cui si è sintetizzato il contenuto di tale intervento: i “giri di valzer” degli ex appisti, il cambio di casacca di Vincenzo Sguera e di Luigi Scarinzi, che avrebbero dovuto dimettersi per tener fede agli impegni elettorali con il centro-sinistra, l’impegno politico nazionale del Sindaco, che aveva promesso di fare solo l’amministratore ripetendo che questa sarebbe stata la sua ultima esperienza politica.

Insomma, una maggioranza numericamente forte ma sull’orlo di una crisi di nervi o, per restare in tema di acque (fatali), di un naufragio.

movimento5stellebenevento

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