Monthly ArchiveDicembre 2017

Il M5S BN pubblicherà tutti i verbali delle Commissioni consiliari

Tra gli obiettivi prioritari della Pubblica Amministrazione vi sono la partecipazione, la trasparenza e il miglioramento dei rapporti tra i Cittadini e le Amministrazioni Comunali. Quindi, in una società democratica è indispensabile favorire e promuovere la partecipazione delle persone alla gestione della ‘cosa pubblica’ che dovrebbe essere amministrata nell’interesse della comunità. La Legge 69/2009 con l’art.32 ha disposto gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi, nei propri siti informatici, da parte delle amministrazioni pubbliche, sottolineando come i principi di trasparenza risultino effettivamente garantiti solo quando vengono assicurata i i diritti di l’accessibilità agli atti.

Poiché il Comune di Benevento non prevede la pubblicazione dei verbali delle Commissioni consiliari, il M5S Benevento, tenendo fede all’impegno programmatico («Il comune deve essere una “stanza di vetro”: trasparenza e partecipazione delle decisioni sono gli unici anticorpi in grado di tutelare prima di tutto l’amministrazione stessa e poi e quindi il bene comune ed i cittadini. La trasparenza però non è una pratica teorica ha bisogno, oltre alla volontà di praticarla di strumenti veri, che realizzino quanto previsto dalla legge 241/1990»), ha deciso di richiedere ufficialmente tutti i verbali pregressi (dall’insediamento del nuovo Consiglio) e di avviarne la pubblicazione sul proprio sito (https://www.movimento5stellebenevento.it). È importante che i cittadini possano essere informati tempestivamente sugli argomenti discussi nelle Commissioni, e possano valutare il lavoro dei propri rappresentanti.

 

Per questo motivo è stata inoltrata richiesta in tal senso al Presidente del Consiglio e al Segretario Comunale (con PEC del 7 dicembre). Non appena riceveremo il materiale richiesto avvieremo la pubblicazione, dandone notizia attraverso la stampa e i social.

Insipienza + protervia = 3° disastro mensa targato Mastella/Del Prete

La giunta Mastella va a “sbattere” per la terza volta sulla vicenda mensa… È proprio vero che gli dèi accecano coloro che vogliono perdere. A nulla sono valsi i reiterati inviti a rivedere le proprie decisioni.

Il Sindaco apprezzerà l’ironia del destino (o l’eterogenesi dei fini): quell’obbligo (Regolamento mensa) imposto manu militari a luglio (e duramente contrastato dal M5S) (Obbligo mensa), e difeso a spada tratta dall’assessore Del Prete, contestato da tante famiglie coraggiose (in nome della libertà di scelta sancita dalla sentenza di Torino sul pasto da casa), si ritorce contro chi l’ha voluto. Se non badassimo al bene dei cittadini e dei bambini potremmo anche dire: ben vi sta… Ci limitiamo a ricordare che nel marzo scorso (ben nove mesi fa!) tenemmo Assemblea pubblica in cui proponemmo una soluzione realistica e consapevole delle insidie disseminate sul terreno (dagli sbagli della giunta Pepe) (Mensa 17 marzo 2017).

Nessuno volle prenderle in considerazione: .

Ora, nella catastrofe tribunalizia annunciata, ci chiediamo chi pagherà: per i danni alle famiglie (materiali e psicologici), per il danno al Comune (che dovrà sborsare fior di denari ai grandi consulenti, che hanno elaborato le brillanti operazioni della Caporetto mastelliana).

Le responsabilità sono di tanti: della maggioranza tutta che ha condiviso questa strategia dannosa (per le famiglie e il Comune), della Del Prete (che ha sposato senza esitazioni quanto deciso prima del suo ingresso in giunta, e che ci pare una persona di valore nel posto sbagliato), del Sindaco, soprattutto, che è il dominus incontrastato, chiamato alle decisioni finali su tutte le questioni.

In campagna elettorale Mastella aveva promesso di risolvere l’annosa questione mensa. Il dissesto è diventato alibi per non percorrere la strada promessa (il nuovo centro di cottura comunale). Nel “Programma di mandato”, per evitare brutte figure, la parola “mensa” è sparita del tutto. Dopo il terzo smacco (la chiusura anticipata lo scorso anno per mancanza di iscritti, il pronunciamento provvisorio del TAR sul ricorso dei genitori, le tre sentenze a favore di Quadrelle), che cosa dirà il Sindaco alla città? Soprattutto che cosa farà? Avrà il buonsenso di riportare il “Regolamento” in Consiglio, e cancellare quanto meno l’obbrobrio dell’obbligo senza aspettare sentenza del TAR (prevista il 21 dicembre)? Metterà intorno ad un tavolo tutti (tutti…) i soggetti coinvolti per trovare soluzioni condivise e non imposte? Ci dispiace ricoprire spesso il ruolo di Cassandre. Siamo stati accusati di cavalcare “strumentalmente” (avverbio prediletto da questa Amministrazione) la vicenda. L’accusa è ridicola, ovviamente, se si leggono tutte le azioni messe in campo da un anno e mezzo a questa parte (con 14 note piene di analisi e proposte) e un’Assemblea pubblica (da altri promessa e mai concretizzata).

Prendiamo atto, purtroppo, che le dichiarazioni a caldo del Sindaco e dell’Assessore ripetono la stessa favoletta: l’Amministrazione ha dato il massimo, la colpa è della Giunta  precedente (e dei giudici… e dei genitori ricorrenti… del terremoto… dell’inondazione… delle cavallette!). Cogliamo protervia, oltre ad una incompetenza purtroppo oramai conclamata. Sarebbe doverosa l’umiltà, e parole di scuse alla città per tutti gli errori commessi.

Ripetiamo quanto detto in Consiglio il 26 ottobre, quando prevedemmo lo scenario “horror” di questi giorni: questa Amministrazione sta gestendo in maniera disastrosa una questione delicatissima che riguarda centinaia di persone, senza alcuna capacità di immaginare, come dovrebbe un decisore politico lungimirante, strategie di lungo periodo realistiche e più scenari possibili che tengano conto delle variabili e degli attori in campo.

 

RESOCONTO AUDIZIONE I COMMISSIONE CONSILIARE DEL 23/10//2017 (Fondi POC)

Il resoconto dell’audizione che di fatto ha costretto l’Amministrazione Mastella a rimodulare, per la terza volta, i fondi avuti originariamente per il Comunale e dissipati per discutibili “eventi culturali”. L’intervento congiunto del M5S beneventano e di quello regionale ha costretto la Giunta a tornare sui propri passi e destinare oltre 90 mila euro al Teatro De Simone.

«Noli tuba canere». L’ipocrisia del politico di professione. Una risposta a Mastella

Siamo francamente orgogliosi di essere stati capaci di stupefare un politico di lungo corso, in Parlamento dal 1976 (e poi da sempre in politica a vario titolo), dopo una breve esperienza lavorativa come docente e di giornalista RAI, un uomo oramai giunto, come da lui stesso dichiarato, alla parte finale della sua vita politica (e che invece, scopriamo, noi a nostra volta stupefatti rifondare nei prossimi giorni l’UDEUR 2.0: quando si dice la coerenza). Siamo anche stupefatti che, tra i tanti impegni che lo costringono a tour de force tra Roma ed Arcore, trovi il tempo di leggere la nota di due oscuri consiglieri a 5 (pardon, a 4 stelle: siamo stati declassati da ultras…).

Prendiamo atto, con viva soddisfazione, che il Sindaco, non rispondendo alla prima parte della nostra sollecitazione né demandando (Pasquariello, Picucci o la Serluca) a farlo, confermi la nostra ricostruzione: l’intervento del M5S beneventano in Regione Campania ha costretto l’Amministrazione a rivedere i propri progetti natalizi. Gli oltre 90 mila euro che – nella rimodulazione agostana dei fondi (la seconda) originariamente stanziati per il Comunale dalla Regione – sarebbero stati dissipati per luci e stelline natalizie, serviranno a ridonare alla città un piccolo gioiello architettonico come il De Simone.

 

Constatiamo, invece, con rammarico, che il Sindaco non spieghi come mai egli abbia deciso di spendere 15 dei 30 mila euro messi da parte con la (meritevole) rinunzia all’indennità per iniziative sociali (come esplicitamente previsto dalla delibera n. 238 del 30 novembre 2016 e come proclamato urbi et orbi) per iniziative ludiche e commerciali. Vana impresa arrampicarsi sugli specchi per definire i ludi natalizi come iniziativa caritatevole per i più indigenti. Si tratta, invece, come evidente ai più, della consueta strategia di elargire “pani e giochi” in vista del passaggio di testimone politico. Si scaldano i motori per tornare sulle piste che contano. Non bisogna lesinare sulle spese…

Infine, il Sindaco dice una serie di inesattezze.

Noi pubblichiamo da mesi i cedolini con i gettoni percepiti per Commissioni e Consigli. Li si trova sul nostro sito, pubblici, trasparenti: https://www.movimento5stellebenevento.it/tirendicontiamo/.

Da un rapido calcolo emergerà che si tratta di una cifra inferiore ai 500 euro mensili (calcolando il 2017) per un’attività che ci ha visto non solo partecipare a tutti i Consigli ma anche essere parte attiva nelle Commissioni con molte proposte operative (come riconosciuto, ad esempio, dal neo-assessore, Luigi De Nigris), purtroppo quasi mai raccolte dalla maggioranza. I due portavoce del M5S sono entrambi docenti: percepiscono uno stipendio di circa 1500 euro al mese e non vengono esonerati dal proprio lavoro. Il cittadino Mastella percepisce, stante quanto da lui dichiarato, 6500 euro di pensione al mese. Lasciamo, dunque, che siano i numeri a parlare.

Ci si consenta di aggiungere un altro particolare. Mastella, come detto, è entrato in Parlamento nel 1976. È un politico “di professione”. Marianna Farese e Nicola Sguera sono due docenti che “faranno politica” nella migliore delle ipotesi per due mandati, e poi torneranno a fare esclusivamente (perché non hanno smesso di farlo in questi anni) il loro lavoro di docenti.

Per altro, come il Sindaco saprà, il M5S, a partire dal livello regionale, promuove la restituzione parziale delle indennità a favore di iniziative non caritatevoli (che pertengono la sfera privata) ma di pubblica utilità. Ad esempio, a Benevento la ricostruzione delle aule informatiche al Rampone, a livello nazionale il microcredito et cetera.

Tra le proposte fatte in questi mesi ricordiamo a proposito quella di razionalizzazione del funzionamento delle Commissioni consiliari (con massimo due sedute a settimana), l’abolizione dei gruppi consiliari monopersonali, la riduzione degli assessorati (recentemente ribadita da Aversano). Ci rendiamo conto di quanto sia difficile razionalizzare spese che inciderebbero seriamente sul bilancio del Comune ma impedirebbero di distribuire poltrone, soprattutto quando bisogna serrare i ranghi in vista delle Politiche 2018. In linea con il nostro “Programma” (che prevede una riduzione dei costi della politica), dunque, abbiamo auspicato abbattimenti strutturali della spesa. Il Sindaco, invece, che spesso confonde il piano personale e quello politico, ne fa una questione di “carità”.

Mastella, che più volte è stato chiamato a tenere delle “letture bibliche”, ricorderà sicuramente Matteo, 6,2-4: «Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Diciamo, dunque, che il Sindaco ha avuto la sua ricompensa…

P.S.

 

Stamattina siamo stati in Prefettura, tra una Commissione e un’ora di lezione, per fissare appuntamento con Prefetto, e denunziare il mancato aggiornamento del Piano Urbano Traffico dal 2009, illo tempore costato ben 200 mila euro all’Amministrazione (Pepe), come già scritto in altra nota che non ha destato stupore in nessuno… Entrambi i particolari (il mancato adeguamento biennale del Piano e il costo stratosferico), evidentemente, sono sfuggiti agli attenti custodi della legalità in città.

 

Il buon uso dei soldi pubblici e la necessità della vigilanza

Nei confusi avvenimenti di questi giorni, con il rimescolamento in Giunta, le nomine al San Filippo Neri, il tentativo di riorganizzazione della macchina comunale, con sullo sfondo il rinnovato impegno politico nazionale del Sindaco che contraddice gli impegni presi nel luglio 2016, è passata sotto silenzio una delibera di Giunta del 28 novembre (n. 214) (Rimodulazione fondi POC) che ha rimodulato (per la terza volta!) gli oramai famigerati fondi POC stanziati originariamente per il Teatro Comunale (erroneamente definito illo tempore Teatro Massimo), poi spalmati su più teatri e su eventi culturali di valorizzazione degli stessi (REGIONE CAMPANIA _ Delibera della Giunta Regionale n. 90 del 08032016).

Ricostruiamo rapidamente i fatti. Il 23 ottobre, oltre un mese fa, Nicola Sguera, in rappresentanza del M5S di Benevento, è stato ascoltato dalla Commissione Trasparenza della Regione Campania in seguito a richieste di chiarimenti sull’uso dei fondi POC: 510 mila euro modulati con delibera di giunta n. 219 del 7 novembre 2016 (COMUNE BENEVENTO _ delibera Giunta Comunale n. 219 del 07112016), destinati alla ristrutturazione dei teatri beneventani, 100 mila dei quali di  spese per manifestazioni “culturali”. In quella circostanza Valeria Ciarambino ebbe a dichiarare che i dubbi erano fondati e che «che c’è da un lato una carenza di comunicazione da parte del Comune di Benevento e dall’altra uno scarso controllo da parte della Regione». L’Assessore regionale e il Dirigente competente dichiararono infatti «di non essere a conoscenza dell’ultima modifica alla destinazione dei fondi POC, stabilita mediante una delibera comunale di agosto scorso, e hanno sollecitato il comune di Benevento, rappresentato dall’assessore Pasquariello, all’inoltro di tutta la documentazione». La modifica era stata apportata con con deliberazione n. 157 del 23 agosto 2017 (COMUNE BENEVENTO _ delibera Giunta Comunale n. 157 del 23082017), destinando quota parte del contributo regionale a «manifestazioni culturali da realizzarsi nel corrente anno 2017» (€ 210.000,00). Tale somma di € 210.000,00 era stata così ripartita: € 86.000,00 per gli eventi da programmarsi per festività natalizie ed € 124.000,00 per l’evento agostano “A Sud di Nessun Nord”. La scelta veniva giustifica con il sopravvenuto finanziamento MIBACT-MIT di € 1.000.000,00 per il teatro comunale “Vittorio Emanuele”.

Proprio in occasione dell’audizione regionale era emerso che l’indicazione della Regione è sempre stata quella di destinare il 70% dei fondi a lavori strutturali e solo il 30% ad attività culturali (connesse). Esattamente il contrario i quanto fatto dall’Amministrazione…

Sempre in quella circostanza l’assessore Pasquariello si era impegnato ad inviare quanto prima tutta la documentazione richiesta (cosa che – abbiamo verificato presso l’ing. Timossi, responsabile del procedimento – non è ancora accaduta malgrado il tempo trascorso).

Intanto è emersa una stranezza. Il Comune ha deciso di impegnare 40 mila euro (da stanziare con apposita variazione di bilancio) per le festività natalizie (“InCanto di Natale”, delibera n. 209 del 22 novembre 2017, che ne modifica una del 9 novembre, la n. 192) (Incanto di Natale (2017)) di cui 15 mila dall’emolumento del Sindaco, accantonato nei mesi scorsi, altri da un obolo assessoriale (€ 5.400), altri ancora da reperire, cercando finanziatori pubblici e privati (per un importo complessivo della manifestazione di 148 mila euro). Perché questo repentino mutamento di indirizzo rispetto alle dichiarazioni che prevedevano l’utilizzo dei residui fondi rimodulati ad agosto proprio per gli eventi natalizi? Che cosa ha spinto l’Amministrazione a tornare sui suoi passi? Noi riteniamo che sia stato decisivo proprio l’appello alla Regione, che, evidentemente, ha sollecitato l’Amministrazione a rispettare, se non integralmente (avendo già speso una cifra impegnativa) almeno parzialmente le “quote” prescritte (70% e 30%). La delibera del 28 novembre, infatti, prevede che quei soldi (86 mila euro) vengano utilizzati (come è giusto che sia, come è nello spirito del finanziamento) per lavori che riguarderanno il Teatro De Simone.

La vicenda testimonia quanto fondamentale sia la vigilanza sugli atti dei decisori politici e come tale funzione, per quanto estremamente impegnativa, possa portare a risultati utili per collettività. Soldi che sarebbero stati utilizzati in maniera quanto meno discutibile per l’effimero serviranno al contrario a riqualificare un piccolo gioiello dell’architettura cittadina.

A margine notiamo una seconda anomalia. Il Sindaco ha meritoriamente rinunziato al suo emolumento sin dall’inizio della consiliatura con delibera n. 238 del 30 novembre 2016 (Rinunzia indennità Sindaco). In essa leggiamo che i soldi dell’indennità si sarebbero dovuti destinare «ad attività sociali del Comune» e faceva riferimento a soggetti svantaggiati e particolarmente colpiti dalla crisi economica. Nella delibera del 22 novembre, invece, con uno spericolato esercizio di “mirror climbing”, si giustifica la scelta di utilizzare i 15.000 euro per “InCanto di Natale”, dimenticando l’originaria destinazione dell’indennità (attività sociali) e invece parlando di una generica necessità di razionalizzare le spese dell’ente e ribadendo la consueta filastrocca della valorizzazione dello sviluppo culturale, artistico, commerciale et cetera.

Proviamo a fare sintesi: la Giunta pensava di spendere il fondi POC per finanziare i propri discutibili “ludi” (natalizi e non). Stoppata in corso d’opera dall’intervento del M5S beneventano che l’ha chiamata in Regione, è corsa ai ripari (per non vedersi revocati i fondi) e ha rimodulato ancora una volta i fondi, ma vedendosi costretta a trovare soldi per attività già programmate. A questo punto forzando quanto deciso lo scorso anno, si è attinto dal “tesoretto” messo da parte dal Sindaco, che sarà usato, dunque, non per aiutare famiglie in difficoltà o implementare i servizi sociali ma per finanziare in parte una (effimera) manifestazione natalizia.