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Il M5S BN e la refezione scolastica (cronistoria e documenti)

In questa pagina abbiamo sintetizzato quanto fatto in un anno e mezzo sulla mensa e caricato tutti i documenti utili, ultimo una sintesi del ricorso preparato dagli avvocati Vecchione e Pepicelli al TAR che sarà discusso il prossimo 21 dicembre. La battaglia dei genitori, come risulta dai documenti, è stata sostenuta dal M5S di Benevento, che considera assurdo l’obbligo in una città che ha conosciuto le famigerate vicende sulla mensa assurte alle cronache nazionali.

La pagina è resa necessaria anche dal fatto che alcuni soggetti politici presenti in città alterano sistematicamente le nostre posizioni. Ad esempio, “Altrabenevento”, la cui missione dovrebbe essere la lotta al malaffare, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla denigrazione dell’operato del M5S sannita, tagliando e cucendo nostre affermazioni e prese di posizioni. Solo in questo modo i cittadini possano farsi direttamente un’idea del lavoro svolto.

Discussione consiliare 28 settembre 2016

Nota del 29 settembre 2016 (Dilettanti allo sbaraglio sulla mensa. La Ingaldi esautorata, assessore “zoppo”)

Nota stampa dell’8 ottobre 2016 (Il pasticcio della mensa e il Miur)

Nota stampa del 12 ottobre 2016 (Mens[a] sana)

Nota stampa dell’8 novembre 2016 (Ci sarà anche un giudizio politico sulla vicenda Ristorò?)

Nota stampa del 12 novembre 2016 (Il M5S nazionale in Commissione cultura sullo scandalo Ristorò)

Nota stampa del 24 novembre 2016 (Sulla mensa scontro in maggioranza sulla pelle dei bambini)

Nota stampa del 21 dicembre 2016 (La mensa, storia infinita)

Interrogazione 22 dicembre 2016

Nota stampa del 20 gennaio 2017 (Mensa: mettiamo una buona volta dei punti fermi)

Risposta Ingaldi interpellanza a question time del 25 gennaio 2016

Nota stampa del 26 gennaio 2017 (Mensa: libertà di scelta e controlli)

Nota stampa del 6 marzo 2017 (Mensa: la Cap[o]retto di Mastella)

Slide proiettate durante l’Assemblea pubblica sulla mensa del 17 marzo 2017 

Nota stampa del 19 marzo 2017 (Mensa: dopo il disastro che fare?)

Regolamento mensa (e discussione consiliare) del 10 luglio 2017

Nota stampa dell’11 luglio 2017 (L’obbligo mensa senza centro di cottura adeguato è un’aberrazione)

Nota stampa del 27 settembre 2017 (La città delle cene senza mensa)

Nota stampa del 30 settembre 2017 (Improrogabile Consiglio sulla mensa)

Nota stampa del 13 ottobre 2017 (Ce la farà Mastella a risolvere il problema della refezione scolastica?)

Consiglio comunale sulla mensa del 26 ottobre 2017_1 e 2

Nota stampa del 28 ottobre 2017 (La refezione scolastica, i Tribunali, l’Amministrazione ostinata)

Nota stampa del 7 dicembre 2017 (Insipienza + protervia = 3° disastro mensa targato Mastella/Del Prete)

Sintesi ricorso TAR a cura degli avvocati Vecchione e Pepicelli

 

 

 

 

 

 

Cartelle pazze e strani movimenti al Comune…

In questi giorni, tantissimi cittadini (e lo stesso portavoce del M5S, Nicola Sguera) hanno ricevuto un sollecito di pagamento per la TOSAP dell’anno 2012. Questi cittadini, che hanno pagato illo tempore e, per fortuna, conservato traccia del pagamento, ci hanno scritto per chiederci: quali verifiche sono state fatte prima di mandare le cartelle? Quanto è costata all’Amministrazione l’invio di queste solleciti? Le gireremo all’Assessore Serluca in forma di interrogazione nei prossimi giorni.

Questa inefficienza della macchina comunale costa tempo e stress psicologico. Aggiungiamo, dunque, noi una terza domanda: a che punto è la riorganizzazione interna della macchina comunale, collocata alla chiusura del “Programma di mandato” ma ambiziosissima, diremmo “strategica”, nelle intenzioni? L’impressione è che ci sia una clamorosa scollatura tra intenti e risultati, per altro testimoniata da ripensamenti discutibili in tale riorganizzazione: abbiamo, infatti, notizia del ritorno alle vecchie mansioni (agli Affari sociali) di un dipendente del Comune rinviato a giudizio nel dicembre 2016 per «abuso d’ufficio e falso», dopo che l’Amministrazione lo scorso anno l’aveva (correttamente) spostata in attesa dell’esito della delicata vicenda giudiziaria.

Il M5S BN pubblicherà tutti i verbali delle Commissioni consiliari

Tra gli obiettivi prioritari della Pubblica Amministrazione vi sono la partecipazione, la trasparenza e il miglioramento dei rapporti tra i Cittadini e le Amministrazioni Comunali. Quindi, in una società democratica è indispensabile favorire e promuovere la partecipazione delle persone alla gestione della ‘cosa pubblica’ che dovrebbe essere amministrata nell’interesse della comunità. La Legge 69/2009 con l’art.32 ha disposto gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi, nei propri siti informatici, da parte delle amministrazioni pubbliche, sottolineando come i principi di trasparenza risultino effettivamente garantiti solo quando vengono assicurata i i diritti di l’accessibilità agli atti.

Poiché il Comune di Benevento non prevede la pubblicazione dei verbali delle Commissioni consiliari, il M5S Benevento, tenendo fede all’impegno programmatico («Il comune deve essere una “stanza di vetro”: trasparenza e partecipazione delle decisioni sono gli unici anticorpi in grado di tutelare prima di tutto l’amministrazione stessa e poi e quindi il bene comune ed i cittadini. La trasparenza però non è una pratica teorica ha bisogno, oltre alla volontà di praticarla di strumenti veri, che realizzino quanto previsto dalla legge 241/1990»), ha deciso di richiedere ufficialmente tutti i verbali pregressi (dall’insediamento del nuovo Consiglio) e di avviarne la pubblicazione sul proprio sito (https://www.movimento5stellebenevento.it). È importante che i cittadini possano essere informati tempestivamente sugli argomenti discussi nelle Commissioni, e possano valutare il lavoro dei propri rappresentanti.

 

Per questo motivo è stata inoltrata richiesta in tal senso al Presidente del Consiglio e al Segretario Comunale (con PEC del 7 dicembre). Non appena riceveremo il materiale richiesto avvieremo la pubblicazione, dandone notizia attraverso la stampa e i social.

Insipienza + protervia = 3° disastro mensa targato Mastella/Del Prete

La giunta Mastella va a “sbattere” per la terza volta sulla vicenda mensa… È proprio vero che gli dèi accecano coloro che vogliono perdere. A nulla sono valsi i reiterati inviti a rivedere le proprie decisioni.

Il Sindaco apprezzerà l’ironia del destino (o l’eterogenesi dei fini): quell’obbligo (Regolamento mensa) imposto manu militari a luglio (e duramente contrastato dal M5S) (Obbligo mensa), e difeso a spada tratta dall’assessore Del Prete, contestato da tante famiglie coraggiose (in nome della libertà di scelta sancita dalla sentenza di Torino sul pasto da casa), si ritorce contro chi l’ha voluto. Se non badassimo al bene dei cittadini e dei bambini potremmo anche dire: ben vi sta… Ci limitiamo a ricordare che nel marzo scorso (ben nove mesi fa!) tenemmo Assemblea pubblica in cui proponemmo una soluzione realistica e consapevole delle insidie disseminate sul terreno (dagli sbagli della giunta Pepe) (Mensa 17 marzo 2017).

Nessuno volle prenderle in considerazione: .

Ora, nella catastrofe tribunalizia annunciata, ci chiediamo chi pagherà: per i danni alle famiglie (materiali e psicologici), per il danno al Comune (che dovrà sborsare fior di denari ai grandi consulenti, che hanno elaborato le brillanti operazioni della Caporetto mastelliana).

Le responsabilità sono di tanti: della maggioranza tutta che ha condiviso questa strategia dannosa (per le famiglie e il Comune), della Del Prete (che ha sposato senza esitazioni quanto deciso prima del suo ingresso in giunta, e che ci pare una persona di valore nel posto sbagliato), del Sindaco, soprattutto, che è il dominus incontrastato, chiamato alle decisioni finali su tutte le questioni.

In campagna elettorale Mastella aveva promesso di risolvere l’annosa questione mensa. Il dissesto è diventato alibi per non percorrere la strada promessa (il nuovo centro di cottura comunale). Nel “Programma di mandato”, per evitare brutte figure, la parola “mensa” è sparita del tutto. Dopo il terzo smacco (la chiusura anticipata lo scorso anno per mancanza di iscritti, il pronunciamento provvisorio del TAR sul ricorso dei genitori, le tre sentenze a favore di Quadrelle), che cosa dirà il Sindaco alla città? Soprattutto che cosa farà? Avrà il buonsenso di riportare il “Regolamento” in Consiglio, e cancellare quanto meno l’obbrobrio dell’obbligo senza aspettare sentenza del TAR (prevista il 21 dicembre)? Metterà intorno ad un tavolo tutti (tutti…) i soggetti coinvolti per trovare soluzioni condivise e non imposte? Ci dispiace ricoprire spesso il ruolo di Cassandre. Siamo stati accusati di cavalcare “strumentalmente” (avverbio prediletto da questa Amministrazione) la vicenda. L’accusa è ridicola, ovviamente, se si leggono tutte le azioni messe in campo da un anno e mezzo a questa parte (con 14 note piene di analisi e proposte) e un’Assemblea pubblica (da altri promessa e mai concretizzata).

Prendiamo atto, purtroppo, che le dichiarazioni a caldo del Sindaco e dell’Assessore ripetono la stessa favoletta: l’Amministrazione ha dato il massimo, la colpa è della Giunta  precedente (e dei giudici… e dei genitori ricorrenti… del terremoto… dell’inondazione… delle cavallette!). Cogliamo protervia, oltre ad una incompetenza purtroppo oramai conclamata. Sarebbe doverosa l’umiltà, e parole di scuse alla città per tutti gli errori commessi.

Ripetiamo quanto detto in Consiglio il 26 ottobre, quando prevedemmo lo scenario “horror” di questi giorni: questa Amministrazione sta gestendo in maniera disastrosa una questione delicatissima che riguarda centinaia di persone, senza alcuna capacità di immaginare, come dovrebbe un decisore politico lungimirante, strategie di lungo periodo realistiche e più scenari possibili che tengano conto delle variabili e degli attori in campo.

 

RESOCONTO AUDIZIONE I COMMISSIONE CONSILIARE DEL 23/10//2017 (Fondi POC)

Il resoconto dell’audizione che di fatto ha costretto l’Amministrazione Mastella a rimodulare, per la terza volta, i fondi avuti originariamente per il Comunale e dissipati per discutibili “eventi culturali”. L’intervento congiunto del M5S beneventano e di quello regionale ha costretto la Giunta a tornare sui propri passi e destinare oltre 90 mila euro al Teatro De Simone.

«Noli tuba canere». L’ipocrisia del politico di professione. Una risposta a Mastella

Siamo francamente orgogliosi di essere stati capaci di stupefare un politico di lungo corso, in Parlamento dal 1976 (e poi da sempre in politica a vario titolo), dopo una breve esperienza lavorativa come docente e di giornalista RAI, un uomo oramai giunto, come da lui stesso dichiarato, alla parte finale della sua vita politica (e che invece, scopriamo, noi a nostra volta stupefatti rifondare nei prossimi giorni l’UDEUR 2.0: quando si dice la coerenza). Siamo anche stupefatti che, tra i tanti impegni che lo costringono a tour de force tra Roma ed Arcore, trovi il tempo di leggere la nota di due oscuri consiglieri a 5 (pardon, a 4 stelle: siamo stati declassati da ultras…).

Prendiamo atto, con viva soddisfazione, che il Sindaco, non rispondendo alla prima parte della nostra sollecitazione né demandando (Pasquariello, Picucci o la Serluca) a farlo, confermi la nostra ricostruzione: l’intervento del M5S beneventano in Regione Campania ha costretto l’Amministrazione a rivedere i propri progetti natalizi. Gli oltre 90 mila euro che – nella rimodulazione agostana dei fondi (la seconda) originariamente stanziati per il Comunale dalla Regione – sarebbero stati dissipati per luci e stelline natalizie, serviranno a ridonare alla città un piccolo gioiello architettonico come il De Simone.

 

Constatiamo, invece, con rammarico, che il Sindaco non spieghi come mai egli abbia deciso di spendere 15 dei 30 mila euro messi da parte con la (meritevole) rinunzia all’indennità per iniziative sociali (come esplicitamente previsto dalla delibera n. 238 del 30 novembre 2016 e come proclamato urbi et orbi) per iniziative ludiche e commerciali. Vana impresa arrampicarsi sugli specchi per definire i ludi natalizi come iniziativa caritatevole per i più indigenti. Si tratta, invece, come evidente ai più, della consueta strategia di elargire “pani e giochi” in vista del passaggio di testimone politico. Si scaldano i motori per tornare sulle piste che contano. Non bisogna lesinare sulle spese…

Infine, il Sindaco dice una serie di inesattezze.

Noi pubblichiamo da mesi i cedolini con i gettoni percepiti per Commissioni e Consigli. Li si trova sul nostro sito, pubblici, trasparenti: https://www.movimento5stellebenevento.it/tirendicontiamo/.

Da un rapido calcolo emergerà che si tratta di una cifra inferiore ai 500 euro mensili (calcolando il 2017) per un’attività che ci ha visto non solo partecipare a tutti i Consigli ma anche essere parte attiva nelle Commissioni con molte proposte operative (come riconosciuto, ad esempio, dal neo-assessore, Luigi De Nigris), purtroppo quasi mai raccolte dalla maggioranza. I due portavoce del M5S sono entrambi docenti: percepiscono uno stipendio di circa 1500 euro al mese e non vengono esonerati dal proprio lavoro. Il cittadino Mastella percepisce, stante quanto da lui dichiarato, 6500 euro di pensione al mese. Lasciamo, dunque, che siano i numeri a parlare.

Ci si consenta di aggiungere un altro particolare. Mastella, come detto, è entrato in Parlamento nel 1976. È un politico “di professione”. Marianna Farese e Nicola Sguera sono due docenti che “faranno politica” nella migliore delle ipotesi per due mandati, e poi torneranno a fare esclusivamente (perché non hanno smesso di farlo in questi anni) il loro lavoro di docenti.

Per altro, come il Sindaco saprà, il M5S, a partire dal livello regionale, promuove la restituzione parziale delle indennità a favore di iniziative non caritatevoli (che pertengono la sfera privata) ma di pubblica utilità. Ad esempio, a Benevento la ricostruzione delle aule informatiche al Rampone, a livello nazionale il microcredito et cetera.

Tra le proposte fatte in questi mesi ricordiamo a proposito quella di razionalizzazione del funzionamento delle Commissioni consiliari (con massimo due sedute a settimana), l’abolizione dei gruppi consiliari monopersonali, la riduzione degli assessorati (recentemente ribadita da Aversano). Ci rendiamo conto di quanto sia difficile razionalizzare spese che inciderebbero seriamente sul bilancio del Comune ma impedirebbero di distribuire poltrone, soprattutto quando bisogna serrare i ranghi in vista delle Politiche 2018. In linea con il nostro “Programma” (che prevede una riduzione dei costi della politica), dunque, abbiamo auspicato abbattimenti strutturali della spesa. Il Sindaco, invece, che spesso confonde il piano personale e quello politico, ne fa una questione di “carità”.

Mastella, che più volte è stato chiamato a tenere delle “letture bibliche”, ricorderà sicuramente Matteo, 6,2-4: «Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Diciamo, dunque, che il Sindaco ha avuto la sua ricompensa…

P.S.

 

Stamattina siamo stati in Prefettura, tra una Commissione e un’ora di lezione, per fissare appuntamento con Prefetto, e denunziare il mancato aggiornamento del Piano Urbano Traffico dal 2009, illo tempore costato ben 200 mila euro all’Amministrazione (Pepe), come già scritto in altra nota che non ha destato stupore in nessuno… Entrambi i particolari (il mancato adeguamento biennale del Piano e il costo stratosferico), evidentemente, sono sfuggiti agli attenti custodi della legalità in città.

 

Il buon uso dei soldi pubblici e la necessità della vigilanza

Nei confusi avvenimenti di questi giorni, con il rimescolamento in Giunta, le nomine al San Filippo Neri, il tentativo di riorganizzazione della macchina comunale, con sullo sfondo il rinnovato impegno politico nazionale del Sindaco che contraddice gli impegni presi nel luglio 2016, è passata sotto silenzio una delibera di Giunta del 28 novembre (n. 214) (Rimodulazione fondi POC) che ha rimodulato (per la terza volta!) gli oramai famigerati fondi POC stanziati originariamente per il Teatro Comunale (erroneamente definito illo tempore Teatro Massimo), poi spalmati su più teatri e su eventi culturali di valorizzazione degli stessi (REGIONE CAMPANIA _ Delibera della Giunta Regionale n. 90 del 08032016).

Ricostruiamo rapidamente i fatti. Il 23 ottobre, oltre un mese fa, Nicola Sguera, in rappresentanza del M5S di Benevento, è stato ascoltato dalla Commissione Trasparenza della Regione Campania in seguito a richieste di chiarimenti sull’uso dei fondi POC: 510 mila euro modulati con delibera di giunta n. 219 del 7 novembre 2016 (COMUNE BENEVENTO _ delibera Giunta Comunale n. 219 del 07112016), destinati alla ristrutturazione dei teatri beneventani, 100 mila dei quali di  spese per manifestazioni “culturali”. In quella circostanza Valeria Ciarambino ebbe a dichiarare che i dubbi erano fondati e che «che c’è da un lato una carenza di comunicazione da parte del Comune di Benevento e dall’altra uno scarso controllo da parte della Regione». L’Assessore regionale e il Dirigente competente dichiararono infatti «di non essere a conoscenza dell’ultima modifica alla destinazione dei fondi POC, stabilita mediante una delibera comunale di agosto scorso, e hanno sollecitato il comune di Benevento, rappresentato dall’assessore Pasquariello, all’inoltro di tutta la documentazione». La modifica era stata apportata con con deliberazione n. 157 del 23 agosto 2017 (COMUNE BENEVENTO _ delibera Giunta Comunale n. 157 del 23082017), destinando quota parte del contributo regionale a «manifestazioni culturali da realizzarsi nel corrente anno 2017» (€ 210.000,00). Tale somma di € 210.000,00 era stata così ripartita: € 86.000,00 per gli eventi da programmarsi per festività natalizie ed € 124.000,00 per l’evento agostano “A Sud di Nessun Nord”. La scelta veniva giustifica con il sopravvenuto finanziamento MIBACT-MIT di € 1.000.000,00 per il teatro comunale “Vittorio Emanuele”.

Proprio in occasione dell’audizione regionale era emerso che l’indicazione della Regione è sempre stata quella di destinare il 70% dei fondi a lavori strutturali e solo il 30% ad attività culturali (connesse). Esattamente il contrario i quanto fatto dall’Amministrazione…

Sempre in quella circostanza l’assessore Pasquariello si era impegnato ad inviare quanto prima tutta la documentazione richiesta (cosa che – abbiamo verificato presso l’ing. Timossi, responsabile del procedimento – non è ancora accaduta malgrado il tempo trascorso).

Intanto è emersa una stranezza. Il Comune ha deciso di impegnare 40 mila euro (da stanziare con apposita variazione di bilancio) per le festività natalizie (“InCanto di Natale”, delibera n. 209 del 22 novembre 2017, che ne modifica una del 9 novembre, la n. 192) (Incanto di Natale (2017)) di cui 15 mila dall’emolumento del Sindaco, accantonato nei mesi scorsi, altri da un obolo assessoriale (€ 5.400), altri ancora da reperire, cercando finanziatori pubblici e privati (per un importo complessivo della manifestazione di 148 mila euro). Perché questo repentino mutamento di indirizzo rispetto alle dichiarazioni che prevedevano l’utilizzo dei residui fondi rimodulati ad agosto proprio per gli eventi natalizi? Che cosa ha spinto l’Amministrazione a tornare sui suoi passi? Noi riteniamo che sia stato decisivo proprio l’appello alla Regione, che, evidentemente, ha sollecitato l’Amministrazione a rispettare, se non integralmente (avendo già speso una cifra impegnativa) almeno parzialmente le “quote” prescritte (70% e 30%). La delibera del 28 novembre, infatti, prevede che quei soldi (86 mila euro) vengano utilizzati (come è giusto che sia, come è nello spirito del finanziamento) per lavori che riguarderanno il Teatro De Simone.

La vicenda testimonia quanto fondamentale sia la vigilanza sugli atti dei decisori politici e come tale funzione, per quanto estremamente impegnativa, possa portare a risultati utili per collettività. Soldi che sarebbero stati utilizzati in maniera quanto meno discutibile per l’effimero serviranno al contrario a riqualificare un piccolo gioiello dell’architettura cittadina.

A margine notiamo una seconda anomalia. Il Sindaco ha meritoriamente rinunziato al suo emolumento sin dall’inizio della consiliatura con delibera n. 238 del 30 novembre 2016 (Rinunzia indennità Sindaco). In essa leggiamo che i soldi dell’indennità si sarebbero dovuti destinare «ad attività sociali del Comune» e faceva riferimento a soggetti svantaggiati e particolarmente colpiti dalla crisi economica. Nella delibera del 22 novembre, invece, con uno spericolato esercizio di “mirror climbing”, si giustifica la scelta di utilizzare i 15.000 euro per “InCanto di Natale”, dimenticando l’originaria destinazione dell’indennità (attività sociali) e invece parlando di una generica necessità di razionalizzare le spese dell’ente e ribadendo la consueta filastrocca della valorizzazione dello sviluppo culturale, artistico, commerciale et cetera.

Proviamo a fare sintesi: la Giunta pensava di spendere il fondi POC per finanziare i propri discutibili “ludi” (natalizi e non). Stoppata in corso d’opera dall’intervento del M5S beneventano che l’ha chiamata in Regione, è corsa ai ripari (per non vedersi revocati i fondi) e ha rimodulato ancora una volta i fondi, ma vedendosi costretta a trovare soldi per attività già programmate. A questo punto forzando quanto deciso lo scorso anno, si è attinto dal “tesoretto” messo da parte dal Sindaco, che sarà usato, dunque, non per aiutare famiglie in difficoltà o implementare i servizi sociali ma per finanziare in parte una (effimera) manifestazione natalizia.

E-bike, Piano Urbano Traffico e PUMS: proposte e sollecitazioni

Nel giugno 2015 il Comune di Benevento avviava il progetto “E-Bike0”, in partnership con Anci e Ministero dell’Ambiente, con lo scopo di incentivare la mobilità sostenibile e di raccogliere dati sulla qualità , «mediante dei sensori di cui sono dotate, avrebbero dovuto trasmettere i dati raccolti relativi all’inquinamento atmosferico, e poi successivamente (alla fine dell’anno di sperimentazione) trasmetterli al MATTM». Delle 30 bici 5 furono messe a disposizione di dipendenti comunali, 20 a cittadini, 5 ad associazioni, in comodato d’uso gratuito per un anno («alla fine del quale dieci cittadini e due associazioni tra quelle che avranno macinato più chilometri, ne acquisiranno la proprietà»).

Il M5S il 16 febbraio 2017 interpellò l’Amministrazione per conoscere lo stato dell’arte. Con Determinazione dirigenziale n. 8 del 28 febbraio 2017 fu approvato nuovo POD (Programma operativo di dettaglio) stante la proroga concessa dal Ministero dell’Ambiente per la sperimentazione fino al 13 novembre 2017.

Il M5S chiede, dunque, all’Assessore Delcogliano come intenda procedere ora che la sperimentazione è terminata. Soprattutto chiede:

1)   di dare massima trasparenza ai criteri con i quali si procederà alla nuova assegnazione (provvisoria o definitiva) delle biciclette;

2)   di escludere i dipendenti comunali da tale assegnazione;

3)   di tener conto di due criteri fondamentali: l’età e le condizioni economiche dei soggetti richiedenti, privilegiando, ovviamente soggetti giovani e in cerca di occupazione.

Allargando lo sguardo al problema della mobilità, con l’emergenza polveri sottili oramai divenuta strutturale, sollecitiamo l’Amministrazione a completare l’iter per l’affidamento della revisione del “Piano Urbano Traffico” (PUT) e del “Piano Urbano Parcheggi” (PUP). Ricordiamo che il “Codice della strada” prevede all’art. 36 non solo l’obbligo di dotarsi del PUT ma anche di aggiornarlo ogni due anni (comma 5). Il comma 10 recita: «I comuni e gli enti inadempienti sono invitati, su segnalazione del prefetto, dal Ministero dei lavori pubblici a provvedere entro un termine assegnato, trascorso il quale il Ministero provvede alla esecuzione d’ufficio del piano e alla sua realizzazione»). Ripetutamente in questi mesi abbiamo sollevato il problema nella Commissione Mobilità presieduta da Delia Delli Carri. Il 9 novembre scorso, finalmente, è stata ascoltata la dott. ssa. Vesce, responsabile del procedimento avente ad oggetto «Manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio di supporto tecnico-scientifico per l’aggiornamento del PUT e del PUP», scaduto nel febbraio scorso. Ebbene, la Vesce ci ha dato due notizie importanti: la prima è che la procedura era terminata (e mancavano solo le firme dei Dirigenti) per conferire l’incarico all’ing. Spinosa (di Roma) per un importo di circa 12 mila euro; la seconda notizia è che il precedente aggiornamento (del 2009) costò all’Ente circa… 200 mila euro. Lasciamo riflessioni e commenti a chi legge.

Ricapitoliamo: Benevento ha un Piano Urbano Traffico che risale al 2009 (e che costò 200 mila euro) e non è mai stato aggiornato (malgrado le prescrizioni di legge). Ad oggi, malgrado il bando sia scaduto a febbraio, ancora non si è formalizzato l’incarico (con un’Amministrazione in cui la destra pare non sappia cosa faccia la sinistra e la parte politica non sappia cosa fa quella tecnica).

Noi ci aspettiamo una risposta esaustiva e pubblica nei prossimi giorni dal Sindaco e dall’Assessore al ramo. In caso contrario metteremo in pratica quanto previsto dal comma 10 dell’art. 36 del Codice della Strada.

Infine, riteniamo necessario, come più volte sollecitato, non limitarsi ad un Piano traffico ma pensare in termini di mobilità sostenibile. Malgrado le sollecitazione reiterate non sappiamo se questa Amministrazione abbia avviato un percorso di redazione di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, tra i pochi rimedi seri ed intelligenti all’emergenza dello smog e delle polveri.

Lo sprezzo del ridicolo. La campagna di Altrabenevento anti-M5S cozza contro i fatti

Altrabenevento negli ultimi giorni ha toccato, se possibile, il fondo, dopo oltre un anno di attacchi scientifici miranti a screditare il Movimento sannita, partiti durante la campagna elettorale (con uno straordinario tempismo…) Il sodalizio, guidato con polso di ferro dal dipendente comunale Gabriele Corona (al punto da far venire il dubbio che esista al suo interno una pur minima dialettica) ha prima accusato il M5S, in maniera grottesca, di intelligenza con il nemico. Infatti nel mese scorso abbiamo proposto (alla luce del sole con nota a mezzo stampa e nella Commissione Ambiente) di aderire alla Giornata nazionale dell’Albero (il 21 novembre) con una piantumazione di alberi (che proseguirà domani, domenica 26 novembre). Questa manifestazione, ovunque sia stata fatta propria dalle Amministrazioni (di qualunque colore politico) ha assunto, come doveroso, carattere civico. Corona, oramai evidentemente avendo identificato il M5S beneventano come proprio personale nemico, ha affermato che si agisce con scarsa trasparenza… Chiunque potrà verificare, leggendo le note stampa o i verbali della Commissione, che siamo di fronte ad un perfetto ribaltamento della realtà, funzionale allo scopo di Altrabenevento: infangare e denigrare il Movimento su scala locale, reo di aver usurpato alcune questioni che venivano considerate una sorta di riserva personale (dalla mensa alle grandi tematiche ecologiche).

Si reitera, ancora una volta cadendo nel ridicolo. L’antefatto: in una nota agostana Altrabenevento accusava tutti i partiti e il M5S di silenzio sulle assunzioni in Ge.Se.Sa., avvenute nel mese di luglio. In diverse occasioni, il M5S, attraverso Marianna Farese nella Commissione presieduta da Annalisa Tomaciello, ha chiesto di conoscere le procedure adottate dall’azienda in questione, dato che è ovvio che essendo di natura privata non ha gli stessi obblighi del pubblico in tema di procedure selettive di evidenza pubblica, ma al contempo è tenuta al rispetto delle norme sulla trasparenza, norme richiamate dallo stesso “Regolamento Assunzioni” di cui l’azienda si è dotato.

Pertanto meraviglia la risposta scomposta dello stesso Abbate, che forse resosi conto di aver usato termini che un rappresentante delle istituzioni non dovrebbe, ha provveduto, tramite la Presidente Tomaciello a scusarsi con l’intera commissione, comunicando che erano altri i destinatari di tali ingiurie. Chiunque essi siano, il linguaggio usato è comunque grave, anche e soprattutto per aver chiesto chiarimenti che la Ge.Se.Sa. avrebbe dovuto comunque fornire in base al regolamento interno di cui si è dotata.

Altrabenevento non potendo più appellarsi al presunto “silenzio” del M5S beneventano, pur di gettare fango (qualche schizzo resta sempre, come noto), sposta il problema. Dovremmo farci carico niente poco di meno che di segnalare a Virginia Raggi e “chiarire” come è stato assunto un candidato del M5S.

Il M5S ha saputo evidentemente a cose fatte dell’assunzione, e proprio in virtù della opacità della vicenda agli occhi della città, sta chiedendo chiarimenti, indipendentemente dai nominativi degli assunti. Ovviamente l’obiettivo di Altrabenevento è quello di alludere (senza mai dire per mancanza di coraggio) che il M5S di Benevento abbia dei taciti accordi con il Sindaco Mastella. Politicamente questo rientra nella strategia che da sempre Corona stesso ha perseguito: perpetuare le status quo, impedire che una forza realmente alternativa al sistema (a cui il sodalizio sta come l’Oracolo in Matrix revolution) possa costruire le premesse, da forza di opposizione rigorosa e scevra da ogni compromesso (come tutti i voti consiliari, le note a mezzo stampa, le denunzie in Procura, le audizioni in Commissione regionale dimostrano), per una “rivoluzione” non di sola facciata.

Noi continueremo ad agire secondo i nostri principi, esigenti e severi per primi con noi stessi.

La convenzione per il “Vigorito” e i calcoli politici di Mastella

Abbiamo appreso con vivo stupore da organi di stampa («Convenzione stadio, se ne riparlerà nel mese di giugno ma con un canone diverso», «Il Sannio», 19.11.2017) che una questione che sembrava, prima dell’estate, di somma urgenza (essendo scaduta a settembre la precedente convenzione) viene rinviata senza alcuna giustificazione sostanziale.

Questa Amministrazione ha affrontato con piglio degno di lode la questione degli impianti sportivi, lasciati in una condizione di semi-anarchia da quella precedente. E va dato atto alla Commissione Sport presieduta da Luca Paglia, andando ben oltre i compiti che talaltri membri della maggioranza sembrano voler affidare a questi organismi, di aver spronato gli Uffici competenti e lo stesso delegato allo Sport in tale direzione, con il supporto bipartisan anche delle minoranze. Per questo stupisce una politica che sembra andare in direzione contraria.

Nella Commissione congiunta svoltasi stamani (Sport e Lavori Pubblici) il portavoce del M5S, Nicola Sguera, dopo aver sostenuto le rimostranze di Giovanni Quarantiello, capogruppo di maggioranza, il quale ha ribadito con veemenza che non avallerà alcun debito fuori bilancio dovuto alla leggerezza con cui si è affrontata la questione dei lavori al “Ciro Vigorito” (rispetto ai quali non si è ancora, dopo mesi, addivenuti a certezze contabili sull’avere o l’eventuale dare), ha aggiunto – chiedendo che fosse messo a verbale – che pare sospetto rinviare la nuova convenzione a dopo le elezioni politiche previste per marzo o maggio, nelle quali, come oramai noto, sarà impegnato un membro della famiglia Mastella. La scelta dell’Amministrazione sembra dovuta ad un calcolo elettorale: non creare frizioni con il Presidente del Benevento Calcio in un periodo così delicato. Ma questo significa che si immagina una proroga di ben 9 mesi, con il conseguente mancato adeguamento del canone! Informalmente, ma anche raffrontando quanto fatto per altri impianti, la voce di questi mesi parlava di un canone di circa 200 mila euro (oltre al pagamento delle utenze – acqua, gas, luce – che, ad  ora, a quanto ci risulta, sono ancora a carico del Comune), rispetto agli attuali 20.000. La domanda che ci poniamo è la seguente: la Corte dei Conti può accettare che un Comune in dissesto rinunzi volontariamente ad un introito di 200 mila euro? Quando la Convenzione fu prolungata di un anno non c’era stata ancora la dichiarazione di dissesto…

Il delegato allo Sport, Vincenzo Lauro, dichiarava ad agosto: «L’aumento del canone annuo? È un atto dovuto. L’amministrazione ha la corte dei conti addosso e ci sono delle regole da rispettare». L’Assessore Pasquariello ha dichiarato la settimana scorsa: «È indubbio che il presidente ha realizzato dai lavori che devono essere riconosciuti dal Comune; una volta fatto questo realizzeremo una convenzione che terrà presente degli esborsi del Benevento Calcio e stabilirà un equo canone che non potrà essere quello attuato fino a questo momento. Siamo un ente soggetto al controllo della Corte dei Conti e dobbiamo rendere conto di come gestiamo i nostri impianti». Il Sindaco ha fatto, dunque, le sue dichiarazioni in conferenza stampa senza neanche consultare gli uomini più esposti su questo fronte?

Dunque, nel rendere edotta la cittadinanza di quali danni già stia facendo la scelta – in barba alle promesse del luglio 2016 di non dedicarsi più alla politica nazionale – del Sindaco, chiediamo alla maggioranza di assumersi le proprie responsabilità. Governare una città significa fare scelte difficili e coraggiose. Certo è difficile se l’unica meta da raggiungere è uno scranno parlamentare sibi aut suisque… Se le politiche locali, di quella che, nelle parole dell’altro capogruppo, Luigi De Nigris, doveva essere un’esperienza “civica”, vengono subordinate ad alleanze, calcoli et cetera. Il Sindaco, che ha voluto furbescamente cavalcare l’entusiasmo popolare nei mesi scorsi, dimostri di essere all’altezza del suo ruolo, anche in una congiuntura così delicata.

Aspettiamo, con qualche punta di scetticismo, di essere smentiti immediatamente.