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A Benevento l’Acqua sia per Statuto un Bene Comune

L’Acqua Pubblica  è una delle cinque stelle del  M5S e rappresenta una delle sue grandi battaglie storiche. Questo obiettivo è presente al punto 2) del contratto di governo, in cui si specifica che “è necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica, applicando la volontà popolare di 26 milioni di Italiani espressa nel referendum del 2011″. Si prevede pertanto la “ristrutturazione della rete idrica”, definita “la più grande opera utile”, bonificando le tubazioni in amianto e piombo e portando “le perdite al minimo”

E va anche stabilito con trasparenza come declinare in pratica il principio dell’Onu che definisce l’acqua un “diritto umano universale e fondamentale”.

Il MoVimento 5 Stelle di Benevento è fermamente ispirato alla concreta attuazione di questo principio anche nella nostra città.

Per tale motivo, nel corso della seduta della Commissione Affari Istituzionali, tenutasi il 18 luglio 2018, la Consigliera del MoVimento 5 Stelle Marianna Farese ha  proposto  di valutare un’integrazione all’art. 4 dello Statuto Comunale, inserendo il seguente periodo :

“riconoscimento dell’acqua come bene comune pubblico e patrimonio dell’umanità e di tutte le specie viventi e che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale non assoggettabile a norme di mercato; riconoscimento che la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà ( anche ih rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici “.

Questo principio è sintetizzabile con la sigla “ ACQUA BENE COMUNE”.

 

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese     Anna Maria Mollica

M5S: partecipare al bando Mibact per valorizzare il Campanile di S. Sofia.

Dal 25 giugno 2011 il Complesso monumentale di Santa Sofia, che fa parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, è nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità tutelati dall’UNESCO.

Di tale Complesso non fa parte solo la Chiesa di Santa Sofia, ma anche il Chiostro ed il Campanile.

Mentre la Chiesa è stata oggetto di ripetuti e discussi restauri, Il Chiostro ed il Campanile non hanno ottenuto la stessa attenzione.

Il Chiostro è ormai “affrescato” da diffuse macchie di umidità ed il Campanile, solo grazie al generoso intervento di un volontario, ha ricevuto una ripulitura interna, dopo anni di colpevole abbandono.

Ultimamente, una delle lastre marmoree che lo contornano ha cominciato a perdere pezzi, a detta di alcuni cittadini in seguito alle pallonate libere in buffer zone, che, al contrario delle biciclette, non vengono vietate da alcun provvedimento.

Accantonando, per il momento, la disputa sulla proprietà del quasi millenario Campanile, scampato nel corso del XX secolo ai continui tentativi politici di abbattimento, il Movimento 5 Stelle chiede all’Amministrazione Comunale di Benevento, ed in particolare all’Assessorato competente, di predisporre un urgente progetto per un suo completo restauro e adattamento a visite interne da parte dei cittadini e dei turisti, da finanziare, con la richiesta di accesso alle risorse rese disponibili dal MIBACT, con copertura fino al 90%, su interventi per servizi di assistenza, tutela e  fruizione dei siti inseriti nella World Heritage List, la lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Ma occorre affrettarsi, in quanto il bando ha la scadenza ravvicinata del 26 giugno 2018.

 

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese    Anna Maria Mollica

Interpellanza (e risposta dell’Assessore) sulla determinazione dei costi della TARI

Interpellanza a firma di Marianna Farese.

Risposta dell’Assessore Serluca.

 

Interrogazione (e risposta dell’Assessore) sulle palestre comunali.

L’interrogazione del M5S a firma di Marianna Farese.

La risposta dell’Assessore Del Prete.

Interrogazione (e risposta) sulla mensa (e i costi legali)

L’interrogazione del 20 marzo 2018 sui costi legali del Comune in relazione alla refezione scolastica.

La risposta dell’Assessore Del Prete nel Questione time del 4 maggio 2018.

Due vicende urbanistiche su cui urge far luce e prendere decisioni

Il M5S di Benevento ha protocollato stamane due interrogazioni relative a questioni urbanistiche.

La prima riguarda il complesso in Contrada Gran Potenza. Diamo una veloce occhiata alla storia (che rappresenta plasticamente la cattiva gestione che spesso prescinde dal colore politico dell’Amministrazione). Alla fine degli anni Ottanta l’Immobilgest s.r.l. investiva in Benevento per realizzare insediamenti di edilizia residenziale; successivamente in tale investimento subentrava la Gesim s.r.l. che, dopo aver acquistato suoli in Contrada Gran Potenza, chiedeva al Comune concessione edilizia per 7 palazzi, locali commerciali e parcheggi; nel 1990 la ditta stipulava convenzione, impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria e secondaria da cedere a titolo gratuito al Comune dopo il collaudo; tra tali opere erano previste impianti sportivi, piccole strutture commerciali con parcheggio e riqualificazione della Stazione Ferroviaria Rione Libertà; contestualmente il Comune approvava il progetto per l’asse interquartiere, con una strada che prevedeva l’attraversamento del complesso (effettivamente realizzato); la Gesim intanto vendeva i manufatti all’Enpam e all’Inadel; tali manufatti riveleranno nel tempo evidenti errori di progettazione ed esecuzione che si sommeranno ai danni dovuti alla franosità della zona, con il crollo di muri di cinta.

Alcuni cittadini residenti ci hanno fatto presente che risulta crollato il muro di contenimento su via Piccinato (e che alcuni volenterosi hanno provveduto a proprie spese a far rimuovere i pericolosi frammenti…), che non si è mai proceduto al collaudo delle opere, che gli spazi destinati originariamente alle strutture sportive versano in stato di abbandono e catastalmente risultano ancora intestati ad una società privata, e che una società privata sta vendendo stalli dei parcheggi destinati alle utenze commerciali. Per questo abbiamo interrogato Sindaco e Assessori competenti (Urbanistica, Lavori Pubblici, Patrimonio) per sapere se il Comune intenda intervenire per ripristinare il muro crollato; se il Comune intenda collaudare le opere fino ad oggi rimaste prive di collaudo; se il Comune intenda acquisire i terreni destinati nel progetto originario alla costruzione delle strutture sportive; se il Comune intenda verificare la legittimità della vendita degli stalli.

Nella seconda chiediamo lumi su Piazza Orsini, data circa tre anni fa in locazione dai proprietari ad una società privata affinché potesse chiedere al SUAP del Comune di Benevento l’autorizzazione per la realizzazione di un parcheggio e che l’autorizzazione fu rilasciata previo stipula di una convenzione. L’area in questione è attraversata da una strada pubblica (vicoletto Assisi) larga circa cinque metri, quindi di proprietà del Comune, che spezza in due la zona interessata dal parcheggio. Tale strada è destinata al traffico esclusivamente pedonale, e non dovrebbe essere interferito da quello veicolare. Pertanto, non dovrebbe essere percorsa dalle auto in senso longitudinale né dovrebbe essere attraversata dai veicoli ln senso trasversale, il varco d’ingresso in corrispondenza della fontana non dovrebbe essere utilizzato anche come ingresso al parcheggio, né la stessa strada può essere utilizzata come stalli di sosta. Per questo motivo abbiamo chiesto, tra l’altro, all’Amministrazione se nella zona di piazza Orsini un parcheggio pubblico, ancorché gestito da un privato su di un’area parzialmente  di proprietà privata, è conforme alla destinazione urbanistica che il PUC conferisce alla stessa area, se il SUAP che, trattandosi di un’attività produttiva, è  competente al rilascio dell’autorizzazione unica o a ricevere la SCIA, si è munito dei pareri dell’ufficio urbanistica,  dell’ufficio mobilità e dell’ufficio ambiente, se, ricadendo l’area nel centro storico, sono stati chiesti i pareri della commissione comunale del paesaggio e della competente Soprintendenza, cosa nel progetto presentato al Comune è stato previsto per la salvaguardia dei pedoni che percorrono la strada comunale che attraversa il parcheggio e quali sono state tutte le altre previsioni in materia di sicurezza, se gli Uffici comunali hanno verificato che i percorsi carrabili non interessassero la strada comunale e non interferissero con quelli pedonali, come è stata individuata, e come è stata fisicamente delimitata la strada pubblica.

Una Giunta incapace (ontologicamente?) di programmare, gestire e controllare la spesa

Le scadenze amministrative, come del resto la contabilità, non sono certo il punto forte di questa Amministrazione: a fine aprile si arriva con l’acqua alla gola ad approvare in blocco il Bilancio di previsione e tutti gli allegati, strumenti che hanno una tempistica diversa e sono propedeutici l’uno all’altro. Questo è un fatto politicamente gravissimo, poiché la scansione temporale prevista, come ad esempio per il Documento Unico di Programmazione (DUP) che andrebbe discusso entro il mese di luglio dell’anno antecedente a quello a cui il previsionale si riferisce, è necessaria affinché i consiglieri tutti, possano a luglio conoscere la linea politica ed eventualmente proporre, emendare et cetera. Cosa che puntualmente non è avvenuta, confermando la volontà dell’esecutivo di esautorare il Consiglio nella sua funzione essenziale, quella cioè di dettare la linea politica. Meraviglia, dunque, che le doléances dei consiglieri di maggioranza, che pur ci sono state, vengano puntualmente disattese relegando quest’ultimi, nei fatti, ad un ruolo di mera comparsa, utili solo a ratificare come bravi soldatini.

Sull’aspetto tecnico, i vari documenti non concordano tra loro. Vi è corrispondenza solo di 15 voci su 45: solo un terzo è allocato correttamente! Dei 215 milioni circa, di cui si compone il Previsionale, 122 milioni (il 60% circa) non si sa come si vogliano spendere. Qualche esempio potrà meglio chiarire.

L’importo previsto per la TARI nel DUP è di € 15.534.220, nel dettaglio per missioni e programmi è di 15.614.220,00, nel prospetto riepilogativo € 16.658.613,91 e infine nel piano finanziario approvato € 17.224.393,91.

L’Assessore ha provato a spiegare tale incongruenza partendo da un’altra cifra ancora, € 15.484.393,91, che è la stessa che riportano i revisori, ma non è quella riportata nel DUP o nel Bilancio di Previsione!

Per i disabili viene appostata qualche cifra e non più i ridicoli € 1.750 dello scorso anno… ma quali? I 429.766,18 euro del piano finanziario o i 164.369,00 del DUP?

Per l’industria sono previste risorse cospicue: € 4.861.773,24, di cui solo € 216.872,17 nel DUP. Per rintracciare i € 4.644.901,07 bisogna andare a guardare in un’altra tabella, quella degli investimenti, ma a cosa serviranno? Mistero…

A favore di Consiglieri e Assessori nel DUP ci sono € 4.886.451,75 di investimenti (del tutto insensati a meno che non si voglia acquistare qualche immobile per farcene usufruire…), che poi scompaiono in tutti gli altri documenti e tabelle. Chissà nella mente di chi ha redatto questo documento a cosa sarebbero dovuti servire. Altro mistero…

Sui 30 casi di difformità riscontrate, voci presenti nel Previsionale e difformi nel DUP, 5 spariscono proprio. Si tratta della gestione delle risorse umane, il diritto allo studio, la tutela ambientale, le famiglie e la rete dei servizi sociali, tutte pari a zero. Insomma, in questa Amministrazione si danno i numeri e li si danno anche a casaccio!

La spiegazione sul perché manchino all’appello 122 milioni non allocati del DUP è la più classica delle scuse: «È colpa del software» (dixit la capogruppo Molly Chiusolo ieri in Consiglio rispetto ad una sollecitazione di Marianna Farese). Scusa che non regge poiché lo stesso software ha permesso all’Amministrazione precedente di allocare, nei due documenti fondamentali DUP e Bilancio di Previsione (compresi i dettagli per programmi e missioni), correttamente le risorse, rappresentare una perfetta corrispondenza tra i capitoli al centesimo e persino di allocare le entrate nelle schede del DUP. Questa Amministrazione invece non si è presa neanche la briga di compilare le relative caselline.  Tutto si può dire della passata Amministrazione (e tanto è stato detto anche da noi), ma prendiamo atto che con loro i software funzionavano ed ora non più.

Con questo modo di fare e queste patetiche scuse, l’Amministrazione sfacciatamente dimostra di ritenere la programmazione, la gestione efficace e il controllo della spesa solo un optional. Non si spiegherebbe, al contrario, come mai l’organo di revisione debba rammentare, nella sua Relazione, ai dirigenti che potrebbero incorrere in responsabilità disciplinari e amministrative se non verificano prima di autorizzare la spesa che essa sia correttamente imputata nel rispettivo capitolo. Poveri dirigenti che si troveranno ora a dover decidere tra tutti i numeri che si sono dati quali effettivamente saranno imputati! Per fortuna che questa Amministrazione gli darà un supporto, avendo acquistato un nuovo software, grazie al quale d’ora in poi possiamo stare tranquilli: i conti torneranno.

Tutte le strutture sportive devono avere trattamento eguale

Oggi, durante la discussione in Consiglio comunale relativa al Bilancio di previsione, la capogruppo di maggioranza, Molly Chiusolo, ha detto, nel difendere il documento ed elencando quanto l’Amministrazione Mastella sta facendo per il risanamento delle casse comunali, che si stanno recuperando i crediti nei confronti delle strutture sportive, regolarizzandone le posizioni attraverso convenzioni. Abbiamo già ricordato in altri interventi che riteniamo positiva l’azione dell’Amministrazione in tal senso, rispetto alla “confusione” (usiamo un eufemismo) regnante fino al 2016 (e a morosità purtroppo irrecuperabili come quella di oltre 100 mila euro del CRAL Rione Libertà). Abbiamo però richiamato l’attenzione su alcune situazioni da affrontare con decisione, rispetto alle quali (non riusciamo a trovare altre motivazioni) la stessa maggioranza consiliare si trova spaccata. Insomma, chiediamo che si usino pesi e misure eguali!

Entriamo nel merito con un esempio concreto. Il Palazzetto “Mario Parente” (cosiddetto “Palaparente”) è emblematico di quanto sia difficile (ma necessario per equità) sanare alcune anomalie ereditate dal passato.

Ricostruiamo la storia. Nel 2001 veniva firmata la convenzione per 9 anni (scadenza 2011) con la Virtus Benevento. Nel 2010 il Tribunale di Benevento considerava risolto il rapporto per morosità della società e intimava il rilascio dell’immobile. Nel maggio 2015 la Corte di Appello di Napoli accoglieva il ricorso della società previo pagamento morosità. Nel frattempo società e Comune dialogavano: la prima rivendicava lavori svolti, il secondo chiedeva il pagamento degli arretrati, constatando la mancanza di qualunque autorizzazione formale a tali lavori e del titolo di occupazione del Palazzetto. La Virtus, anche attraverso i propri legali, ha sempre sottolineato come la mancanza di agibilità della struttura avesse costretto a spese straordinarie. Nel 2016 gli uffici segnalavano una corposa morosità. Nell’aprile 2016 la società Virtus Benevento comunicava di aver svolto lavori straordinari (a seguito dell’alluvione) e chiedeva la compensazione con il debito maturato.

Ricostruita per sommi capi la vicenda, più volte affrontata in Commissione Sport, e tenendo conto della linea della Commissione stessa, cioè sollecitare con atti formali gli Uffici a regolarizzare quanto prima tutte le situazioni sospese, attraverso bandi di evidenza pubblica, ritenendo in ogni caso non percorribile, ove accertati e accettati i lavori straordinari (che secondo la convenzione spettavano alla società), una compensazione del dare e dell’avere (ricadendo il credito del Comune nel dissesto e l’eventuale debito da deliberare “fuori bilancio”), riteniamo improcrastinabile la messa a bando del Palazzetto.

Non si tratta di mettere in discussione i meriti di chi promuove in città attività sportive, ma è necessario che ciò accada nel rispetto di regole che devono valere inderogabilmente per tutti. Come dicemmo in altra circostanza, non possono esserci figli e figliastri di questa Amministrazione. È il caso del Palaparente ma anche del Paladua, ad esempio, così come è urgente stipulare la convenzione per il Vigorito (e ripensare per tempo, ora che purtroppo il Benevento è matematicamente retrocesso in serie B, la questione del mercato S. Colomba da parte dell’Assessore Ambrosone).

Chiediamo, dunque, agli uomini di buona volontà presenti nella maggioranza e nella Giunta di adoprarsi celermente in tale direzione, dando indicazioni univoche agli uffici competenti.

Fervono iniziative contro l’azzardopatia. Il Comune intanto latita

Nei giorni scorsi si è svolta la quarta edizione del Trofeo Contrada Run, organizzato dalla Parrocchia dello Spirito Santo con la collaborazione della Caritas Diocesana di Benevento e l’Associazione Amatori Podismo Benevento e con il patrocinio dell’Us Acli. Alla metà di maggio la Caritas organizzerà altro evento “a tema”. Quale? L’azzardopatia e le sue conseguenze mediche e sociali.

Siamo intervenuti spesso, a partire dall’autunno 2016, nelle sedi che ci pertengono (le commissioni consiliari). Oggi abbiamo, per bocca di Nicola Sguera, riproposto il tema, essendo fino ad ora, malgrado gli impegni presi dall’Amministrazione, malgrado le sollecitazioni del Vescovo, della Caritas, malgrado l’attivazione dell’ASL, totalmente nulla qualsivoglia azione della Giunta Mastella nei confronti di tale epidemia che non solo distrugge le singole vite delle persone ma anche il legame sociale.

Non ci interessa rivangare il passato. Non siamo iene… Ci interessa sapere se il Sindaco Mastella, come autorità sanitaria, gli Assessori Ambrosone e Maio, la Giunta nella sua interezza, i membri della maggioranza che presiedono le Commissioni relative e i consiglieri di maggioranza tutti vogliono intraprendere azioni di contrasto, da noi suggerite ripetutamente, e che dovrebbero culminare nell’approvazione di un Regolamento, o continuare ad ignorare quanto sta accadendo nella nostra città, accampando giustificazioni francamente poco credibili (ad esempio, avere questioni più urgenti da sbrigare…).

È finito il tempo degli impegni presi e disattesi.

È passato un anno e mezzo da quando Angelo Moretti fu invitato ad illustrare con dati agghiaccianti l’entità dell’azzardopatia nel Sannio.

Scommettiamo che anche stavolta l’Amministrazione si volterà dall’altra parte?

Rimettere immediatamente e velocemente mano al PUC (anche per risolvere l’emergenza IMU di decine di famiglie)

Il M5S  ha organizzato un’assemblea pubblica, coordinata da Nicola Sguera, partecipata dai soggetti coinvolti (vistisi recapitare cartelle pesantissime dal Comune per l’IMU), da professionisti e dallo stesso Assessore all’Urbanistica, Antonio Reale.

Ricordiamo che il combinato disposto del PUC (entrato in vigore nel 2013, in piena recessione economica), lo svanire di tutti i progetti di insediamenti produttivi su cui esso si fondava (piattaforma logistica, IKEA, Call Center et cetera) e il varo dell’IMU (2013) hanno fatto sì che un potenziale vantaggio per i possidenti (la modificazione della destinazione urbanistica) si trasformasse in una vera e propria maledizione: cartelle con importi elevatissimi da pagare e pochissime speranze di vendere o utilizzare i terreni ipervalutati.

Dopo i saluti del portavoce del M5S, Marianna Farese, è intervenuto l’avv. Patrizia Bonelli, che ha raccontato la vicenda, con tratti surreali, di un assistito in contenzioso con il Comune per la definizione dell’importo da pagare.

Salvatore Zotti, conoscitore “dall’interno” della vicenda, ha dato chiarimenti tecnici e proposto alcuni palliativi per affrontare l’emergenza, chiarendo, però, che l’unica soluzione limpida e certa è la revisione del PUC.

Vittorio Giangregorio ha, dunque, dettagliato tale proposta, ricostruendo la storia di un Piano nato “vecchio”, attento più ad interessi particolari, privo di una visione solida e lungimirante di cosa dovesse essere Benevento. All’epoca il Meetup “Grilli Sanniti” scrisse che si sarebbero moltiplicati solo i contenziosi legali… Detto, fatto! Giangregorio ha spiegato che, dunque, bisogna da subito rimettere mano al PUC (come d’altronde scritto nel “Programma” del M5S alle Amministrative 2016).

Molti gli interventi del pubblico (come era nelle intenzioni di chi ha voluto un’Assemblea e non un seminario). È emerso uno spaccato drammatico: pensionati che dovrebbero investire tutti i propri soldi per pagare le cartelle, figli costretti a rinunziare all’eredità dei genitori per non essere gravati da debiti insostenibili. Il M5S ha ribadito che questa emergenza non può essere affrontata individualmente: Benevento deve mostrare di essere una comunità. Non si tratta, dunque, di individuare “capri espiatori” ma soluzione rapide ed efficaci.

L’Assessore Antonio Reale ha sintetizzato l’azione dell’Amministrazione: sulla base di una relazione degli ordini professionali e dell’ANCE, ha dato mandato al Dirigente e ai funzionari dell’Urbanistica di ridefinire i valori dell’IMU, facendo quegli adeguamenti evidentemente “dimenticati” negli ultimi anni, e ha promesso di potenziare gli uffici preposti al contenzioso per velocizzare le pratiche per i cittadini. Purtroppo ha ribadito che per gli anni passati e almeno per i prossimi due (fino alla redazione di un nuovo PUC) i cittadini dovranno pagare.

Il M5S non condivide tale impostazione. Nel metodo è necessario iniziare sin da ora a coinvolgere i cittadini in modo che il prossimo Piano sia effettivamente partecipato (e non calato dall’alto e rispondente a logiche di piccoli gruppi organizzati). Nel merito, riteniamo sbagliata (e fondata su errori tecnici, presenti nella relazione di riferimento) la scelta di perseguire la strada dell’abbassamento dei valori dell’IMU, e ci chiediamo se la stessa maggioranza sarà in grado di approvare tale delibera che potrebbe esporre i consiglieri a rilievi della Corte dei Conti (in un Comune dissestato). In ogni caso, resterebbero ai cittadini da pagare importi ingentissimi, quand’anche fossero ridotti del 35 o del 50%. La strada maestra, a nostro avviso, è un patto tra le forze politiche che rimetta mano immediatamente al PUC e consenta, ai cittadini che ne facciano richiesta, di riclassificare quelle zone, riportandole alla naturale vocazione agricola.

Tale variazione deve però essere solo propedeutica ad una più generale revisione per la quale è necessario uno sguardo “lungo”, una “visione” di ciò che Benevento, dismessa ogni velleità neo-industriale e in decremento demografico, vuole essere da grande.

Anche per questo ci appare necessario che la Commissione Urbanistica, presieduta da Renato Parente, strumento fondamentale di confronto e proposta, riunitasi pochissime volte dall’inizio della consiliatura, cominci a funzionare stabilmente. Se il Presidente, preso dai compiti di Segretario del Sindaco, non è in grado di garantirlo, chiediamo che passi la mano. Nella maggioranza ci sono autorevoli professionisti in grado di farla essere strumento quanto mai necessario di elaborazione della Benevento del futuro. D’altronde, tale progetto è contenuto nel “Programma di mandato” dell’Amministrazione in carica, dove si legge che è necessario un aggiornamento del Piano e che si «dovrà agire su criteri di ri-generazione dell’esistente».

Il M5S nei prossimi mesi presenterà un Dossier con una mappatura completa dell’emergenza e organizzerà un altro appuntamento, più tecnico, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

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