Comunicato Stampa

Accendere luci sui problemi più urgenti di Benevento

Mentre il Sindaco Mastella, autocelebrandosi illustre epigono degli imperatori romani Adriano e Caracalla, si prodiga nell’illuminazione di alcuni monumenti, il Movimento 5 Stelle si impegna ad accendere luci sui problemi più urgenti della città e dei suoi cittadini.

Rimanendo sul tema, intanto, chiediamo spiegazioni sul cono d’ombra in cui giace quel che rimane dell’antica Basilica di San Bartolomeo de Episcopio, situata in un angolo degradato di piazza Orsini, accanto alla facciata laterale del Duomo, che conserva pochi ma preziosi affreschi ancora più sfortunati di quelli scoperti in Piazzetta Sabariani!

Ed, ancora, perché non si riesce a ripulire ed illuminare il monumento a Manfredi di Piazza Bissolati, che ricorda la morte del re svevo nella Battaglia di Benevento ed il suo incontro nel Purgatorio con Dante, di cui si ricorderanno solennemente, nel 2021, i settecento anni dalla morte.

Senza bisogno di  richiamare le umilianti posizioni nelle classifiche nazionali sulla qualità della vita, è palpabile la difficoltà diffusa dei cittadini a vivere con dignità e serenità in una città che pone rischi in successione.

È di queste ore l’annuncio dei ripetuti sforamenti delle micidiali PM10, particelle che regalano ai nostri polmoni una «mal’aria» certamente non «curabile» con la banale interruzione momentanea del traffico. In una situazione, tra l’altro,  di grande affanno che colpisce anche la sanità locale.

Nel nostro più recente intervento avevamo accennato, proprio in riferimento alla lotta alle PM10, alla necessità, divenuta urgente, di un Piano territoriale degli Orari, già previsto dalla  lontana legge 53 dell’8 marzo 2000 e mai attuato da alcuna amministrazione della nostra città.

A Benevento non si pensa certo a politiche di potenziamento del trasporto pubblico e di contrasto all’uso privato delle auto, ma si crede di risolvere il problema del traffico eccessivo con la progettazione di nuovi parcheggi, anche sotterranei, in aree centrali e di pregio.

L’ulteriore, angosciante problema della disoccupazione e della precarietà sociale determina l’aumento del rischio di povertà, a cui bisogna contrapporre provvedimenti a 360 gradi.

Con la legge «Gadda» n. 166/2016 si è intensificata la lotta agli sprechi lungo la filiera agro-alimentare, favorendo il recupero e la donazione dei prodotti in eccedenza. L’ambito di applicazione della predetta norma è stato ampliato con l’approvazione della Legge di  Bilancio 2018. Ora è possibile donare anche prodotti per l’igiene della persona e della casa, integratori alimentari, presidi medico-chirurgici, prodotti di cartoleria e cancelleria. Nel primo anno di applicazione, questa norma antisprechi ha permesso di incrementare le donazioni di oltre il 20%. Il recupero delle eccedenze può contribuire, anche se solo in parte, ad alleviare le sofferenze di 18 milioni di Italiani, i più numerosi in Europa  a rischio di povertà ed esclusione sociale.

Quello che chiediamo all’esecutivo di Palazzo Mosti è di seguire l’esempio di città come Bergamo, Brescia, Monza, Varese, Milano che hanno  deliberato riduzioni del 5-6% della TARI, fino al massimo del 20% della parte variabile, ai soggetti della distribuzione e della ristorazione, ai negozi che devolvono a enti no profit una quantità di merce di valore prestabilito: più viene donato, maggiore è il risparmio sulla bolletta dei rifiuti. E, in attesa di scovare finalmente i furbetti della TARI, le nostre casse comunali potrebbero già risparmiare, grazie al diminuito smaltimento dell’organico.

Il Movimento 5 Stelle ha rinunciato alla facile opposizione di protesta, per tentare, con la continua proposta, di «illuminare» scelte amministrative condivise, non solo spettacolari e scenografiche, ma soprattutto lungimiranti.

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese     Anna Maria Mollica

Benevento ha bisogno di più partecipazione e di meno protagonismo

Continua, inaccettabile e deleterio, il decisionismo del Sindaco di Benevento, che si sente ogni giorno di più l’Uomo Solo al Comando, depositario unico e incontrastabile delle migliori soluzioni ai problemi della cittadinanza.

Di questa sua convinzione hanno già fatto le spese un numero considerevole di assessori, rimossi.

Illustrando nel 2016 il suo programma di mandato, il sindaco Mastella ebbe a sottolineare:“Non credo ci siano dubbi sul fatto che le attuali condizioni di ritardo economico e produttivo, necessitino una condivisione dell’azione amministrativa tra tutte le parti politiche titolari della rappresentanza. Credo si possano mettere da parte visioni di piccolo cabotaggio o legate all’utilità marginale delle singole forze politiche o, ancora meno, al protagonismo dei soggetti.”

Accettando il ricercato confronto tra le parti, il Movimento 5 Stelle da subito ha offerto il suo contributo concreto di idee alla risoluzione dei problemi cittadini e continua a farlo, in particolare, nell’ambito di Commissioni consiliari il cui operato, però, risente del carente coinvolgimento preventivo alle decisioni.

Ci chiediamo come sia possibile programmare autonomamente decisioni estreme, anche se basate su valutazioni tecniche, circa abbattimenti  e ricostruzioni di scuole pubbliche a rischio sismico  o pensare di autorizzare consumo di suolo per nuove costruzioni e nuovi parcheggi su recuperati “vuoti urbani”!

Il M5S invita l’Amministrazione tutta a superare il “protagonismo dei soggetti” e ad ascoltare e coinvolgere  “titolari di rappresentanza” ma anche soggetti attivi ed associazioni, elaborando finalmente qualche idea strategica, come per esempio il Bilancio Partecipativo, grazie al quale i progetti, ad esempio, vengono scelti dai cittadini all’interno del Piano delle opere pubbliche che l’Amministrazione si impegna a sviluppare.

Si fa da anni in grandi città, come Milano, perché sarebbe proibitivo a Benevento?

Il nostro Movimento è attento ai bisogni dei Beneventani, meritevoli di attenzioni maggiori riguardo alla loro qualità della vita.

Alle carenze incancrenite di sanità e trasporti, per le quali i Parlamentari 5 Stelle si sono attivati a livello governativo, Benevento conserva senza soluzioni ravvicinate altri gravi problemi, legati alla qualità dell’aria, alla sicurezza dei fiumi, all’emarginazione delle categorie più deboli.

Se le PM10 possono essere abbattute con un Piano territoriale degli Orari della Città ed i pericolosi corsi d’acqua mitigati con un Contratto di Fiume, l’uso ed il riuso urbano devono essere accuratamente pensati in modo che il cemento e le auto contino meno dei cittadini, a cominciare dai bambini e dalle bambine, che sarebbero felici di riavere il vecchio campo dell’ex Collegio de La Salle per i loro giochi, lasciando libere per i turisti le magnifiche piazze Unesco.

 

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese    Anna Maria Mollica

M5S: andare oltre Città Spettacolo

È dal 1980 che per i beneventani l’estate è legata indissolubilmente alla famosa rassegna Benevento Città Spettacolo.  Nata come Rassegna comunale di teatro a tema ideata da Ugo Gregoretti, nelle prime edizioni durava un’intensa settimana intera; poi si è dispersa  in alcuni weekend e ultimamente è diventata parallela ad una concomitante altra manifestazione.

Proprio nell’ottica di dare un rinnovato slancio alla Rassegna, Il Movimento 5 Stelle, richiamando un suo articolato progetto, invita ad andare oltre queste tipologie di articolazione e ne propone una versione permanente.

Benevento Città Spettacolo, sostenuta da fondi regionali ed europei, dovrebbe ancorarsi ad un istituendo Distretto Culturale Turistico (Rete di istituzioni, imprese e associazioni che faccia dialogare le filiere: da quella culturale a quella enogastronomica), in modo da  articolare, lungo tutto l’arco dell’anno, un programma in grado di assorbire i molteplici eventi spettacolari e culturali, preselezionato e/o integrato da una rifondata Fondazione Città Spettacolo, indipendente dalla politica, capace di coinvolgere sponsor e creare gemellaggi con altri festival.

Il cartellone di spettacoli di  prosa, musica, danza, lirica, di rievocazioni, di incontri, di convegni ed altri eventi dovrebbe sapersi sapientemente legare alle eccellenze della Città e alla sua Storia, coinvolgendo al massimo le competenti energie locali.

Palcoscenici e percorsi di Città Spettacolo, oltre ai Teatri al chiuso e all’aperto restituiti ad un’agibilità tanto attesa, saranno Musei cittadini e di  periferia (da Sant’Ilario al Musa) , architetture e spazi rivitalizzati o da ritrovare (tra cui San Vittorino, Hortus Conclusus, Ipogeo della Cattedrale, Centro “La Pace”, i Morticelli, la Chiesa di Santa Teresa, Villa dei Papi, piazza Gramazio di via Santa Colomba, la riaperta galleria Malies, il Parco Cellarulo messo in sicurezza).
In particolare, il Teatro Romano dovrà ritornare ad ospitare la storica Stagione Lirica, qui per la prima volta proposta nel 1969, continuata per 25 anni ed oggi affidabile alla cura del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.

La nuova Rassegna potrebbe recuperare altre idee vincenti del passato, frettolosamente accantonate, come ad esempio il Concorso Ippico Nazionale allo Stadio Meomartini, purtroppo fermatosi negli anni Sessanta, da legare alla Festa patronale di San Bartolomeo (a cui in passato si dedicava una fiera con spettacolare cavalcata con centinaia di cavalieri) e da organizzare coinvolgendo i numerosi e qualificati Centri Equestri che svolgono la loro attività nelle contrade, dove Città Spettacolo, come già fatto in passato, dovrà cercare nuove scenografie per le sue rappresentazioni.

In questo modo, tutto l’anno sarà occupato da una Rassegna che racconterà lo Spettacolo della Città e delle sue contrade e forse in un contesto così spettacolare potrebbe essere più agevole anche reperire i necessari fondi.

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese    Anna Maria Mollica

A Benevento l’Acqua sia per Statuto un Bene Comune

L’Acqua Pubblica  è una delle cinque stelle del  M5S e rappresenta una delle sue grandi battaglie storiche. Questo obiettivo è presente al punto 2) del contratto di governo, in cui si specifica che “è necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica, applicando la volontà popolare di 26 milioni di Italiani espressa nel referendum del 2011″. Si prevede pertanto la “ristrutturazione della rete idrica”, definita “la più grande opera utile”, bonificando le tubazioni in amianto e piombo e portando “le perdite al minimo”

E va anche stabilito con trasparenza come declinare in pratica il principio dell’Onu che definisce l’acqua un “diritto umano universale e fondamentale”.

Il MoVimento 5 Stelle di Benevento è fermamente ispirato alla concreta attuazione di questo principio anche nella nostra città.

Per tale motivo, nel corso della seduta della Commissione Affari Istituzionali, tenutasi il 18 luglio 2018, la Consigliera del MoVimento 5 Stelle Marianna Farese ha  proposto  di valutare un’integrazione all’art. 4 dello Statuto Comunale, inserendo il seguente periodo :

“riconoscimento dell’acqua come bene comune pubblico e patrimonio dell’umanità e di tutte le specie viventi e che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale non assoggettabile a norme di mercato; riconoscimento che la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà ( anche ih rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici “.

Questo principio è sintetizzabile con la sigla “ ACQUA BENE COMUNE”.

 

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese     Anna Maria Mollica

M5S: partecipare al bando Mibact per valorizzare il Campanile di S. Sofia.

Dal 25 giugno 2011 il Complesso monumentale di Santa Sofia, che fa parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, è nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità tutelati dall’UNESCO.

Di tale Complesso non fa parte solo la Chiesa di Santa Sofia, ma anche il Chiostro ed il Campanile.

Mentre la Chiesa è stata oggetto di ripetuti e discussi restauri, Il Chiostro ed il Campanile non hanno ottenuto la stessa attenzione.

Il Chiostro è ormai “affrescato” da diffuse macchie di umidità ed il Campanile, solo grazie al generoso intervento di un volontario, ha ricevuto una ripulitura interna, dopo anni di colpevole abbandono.

Ultimamente, una delle lastre marmoree che lo contornano ha cominciato a perdere pezzi, a detta di alcuni cittadini in seguito alle pallonate libere in buffer zone, che, al contrario delle biciclette, non vengono vietate da alcun provvedimento.

Accantonando, per il momento, la disputa sulla proprietà del quasi millenario Campanile, scampato nel corso del XX secolo ai continui tentativi politici di abbattimento, il Movimento 5 Stelle chiede all’Amministrazione Comunale di Benevento, ed in particolare all’Assessorato competente, di predisporre un urgente progetto per un suo completo restauro e adattamento a visite interne da parte dei cittadini e dei turisti, da finanziare, con la richiesta di accesso alle risorse rese disponibili dal MIBACT, con copertura fino al 90%, su interventi per servizi di assistenza, tutela e  fruizione dei siti inseriti nella World Heritage List, la lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Ma occorre affrettarsi, in quanto il bando ha la scadenza ravvicinata del 26 giugno 2018.

 

Le Consigliere del M5S al Comune di Benevento

Marianna Farese    Anna Maria Mollica

Una Giunta incapace (ontologicamente?) di programmare, gestire e controllare la spesa

Le scadenze amministrative, come del resto la contabilità, non sono certo il punto forte di questa Amministrazione: a fine aprile si arriva con l’acqua alla gola ad approvare in blocco il Bilancio di previsione e tutti gli allegati, strumenti che hanno una tempistica diversa e sono propedeutici l’uno all’altro. Questo è un fatto politicamente gravissimo, poiché la scansione temporale prevista, come ad esempio per il Documento Unico di Programmazione (DUP) che andrebbe discusso entro il mese di luglio dell’anno antecedente a quello a cui il previsionale si riferisce, è necessaria affinché i consiglieri tutti, possano a luglio conoscere la linea politica ed eventualmente proporre, emendare et cetera. Cosa che puntualmente non è avvenuta, confermando la volontà dell’esecutivo di esautorare il Consiglio nella sua funzione essenziale, quella cioè di dettare la linea politica. Meraviglia, dunque, che le doléances dei consiglieri di maggioranza, che pur ci sono state, vengano puntualmente disattese relegando quest’ultimi, nei fatti, ad un ruolo di mera comparsa, utili solo a ratificare come bravi soldatini.

Sull’aspetto tecnico, i vari documenti non concordano tra loro. Vi è corrispondenza solo di 15 voci su 45: solo un terzo è allocato correttamente! Dei 215 milioni circa, di cui si compone il Previsionale, 122 milioni (il 60% circa) non si sa come si vogliano spendere. Qualche esempio potrà meglio chiarire.

L’importo previsto per la TARI nel DUP è di € 15.534.220, nel dettaglio per missioni e programmi è di 15.614.220,00, nel prospetto riepilogativo € 16.658.613,91 e infine nel piano finanziario approvato € 17.224.393,91.

L’Assessore ha provato a spiegare tale incongruenza partendo da un’altra cifra ancora, € 15.484.393,91, che è la stessa che riportano i revisori, ma non è quella riportata nel DUP o nel Bilancio di Previsione!

Per i disabili viene appostata qualche cifra e non più i ridicoli € 1.750 dello scorso anno… ma quali? I 429.766,18 euro del piano finanziario o i 164.369,00 del DUP?

Per l’industria sono previste risorse cospicue: € 4.861.773,24, di cui solo € 216.872,17 nel DUP. Per rintracciare i € 4.644.901,07 bisogna andare a guardare in un’altra tabella, quella degli investimenti, ma a cosa serviranno? Mistero…

A favore di Consiglieri e Assessori nel DUP ci sono € 4.886.451,75 di investimenti (del tutto insensati a meno che non si voglia acquistare qualche immobile per farcene usufruire…), che poi scompaiono in tutti gli altri documenti e tabelle. Chissà nella mente di chi ha redatto questo documento a cosa sarebbero dovuti servire. Altro mistero…

Sui 30 casi di difformità riscontrate, voci presenti nel Previsionale e difformi nel DUP, 5 spariscono proprio. Si tratta della gestione delle risorse umane, il diritto allo studio, la tutela ambientale, le famiglie e la rete dei servizi sociali, tutte pari a zero. Insomma, in questa Amministrazione si danno i numeri e li si danno anche a casaccio!

La spiegazione sul perché manchino all’appello 122 milioni non allocati del DUP è la più classica delle scuse: «È colpa del software» (dixit la capogruppo Molly Chiusolo ieri in Consiglio rispetto ad una sollecitazione di Marianna Farese). Scusa che non regge poiché lo stesso software ha permesso all’Amministrazione precedente di allocare, nei due documenti fondamentali DUP e Bilancio di Previsione (compresi i dettagli per programmi e missioni), correttamente le risorse, rappresentare una perfetta corrispondenza tra i capitoli al centesimo e persino di allocare le entrate nelle schede del DUP. Questa Amministrazione invece non si è presa neanche la briga di compilare le relative caselline.  Tutto si può dire della passata Amministrazione (e tanto è stato detto anche da noi), ma prendiamo atto che con loro i software funzionavano ed ora non più.

Con questo modo di fare e queste patetiche scuse, l’Amministrazione sfacciatamente dimostra di ritenere la programmazione, la gestione efficace e il controllo della spesa solo un optional. Non si spiegherebbe, al contrario, come mai l’organo di revisione debba rammentare, nella sua Relazione, ai dirigenti che potrebbero incorrere in responsabilità disciplinari e amministrative se non verificano prima di autorizzare la spesa che essa sia correttamente imputata nel rispettivo capitolo. Poveri dirigenti che si troveranno ora a dover decidere tra tutti i numeri che si sono dati quali effettivamente saranno imputati! Per fortuna che questa Amministrazione gli darà un supporto, avendo acquistato un nuovo software, grazie al quale d’ora in poi possiamo stare tranquilli: i conti torneranno.

Fervono iniziative contro l’azzardopatia. Il Comune intanto latita

Nei giorni scorsi si è svolta la quarta edizione del Trofeo Contrada Run, organizzato dalla Parrocchia dello Spirito Santo con la collaborazione della Caritas Diocesana di Benevento e l’Associazione Amatori Podismo Benevento e con il patrocinio dell’Us Acli. Alla metà di maggio la Caritas organizzerà altro evento “a tema”. Quale? L’azzardopatia e le sue conseguenze mediche e sociali.

Siamo intervenuti spesso, a partire dall’autunno 2016, nelle sedi che ci pertengono (le commissioni consiliari). Oggi abbiamo, per bocca di Nicola Sguera, riproposto il tema, essendo fino ad ora, malgrado gli impegni presi dall’Amministrazione, malgrado le sollecitazioni del Vescovo, della Caritas, malgrado l’attivazione dell’ASL, totalmente nulla qualsivoglia azione della Giunta Mastella nei confronti di tale epidemia che non solo distrugge le singole vite delle persone ma anche il legame sociale.

Non ci interessa rivangare il passato. Non siamo iene… Ci interessa sapere se il Sindaco Mastella, come autorità sanitaria, gli Assessori Ambrosone e Maio, la Giunta nella sua interezza, i membri della maggioranza che presiedono le Commissioni relative e i consiglieri di maggioranza tutti vogliono intraprendere azioni di contrasto, da noi suggerite ripetutamente, e che dovrebbero culminare nell’approvazione di un Regolamento, o continuare ad ignorare quanto sta accadendo nella nostra città, accampando giustificazioni francamente poco credibili (ad esempio, avere questioni più urgenti da sbrigare…).

È finito il tempo degli impegni presi e disattesi.

È passato un anno e mezzo da quando Angelo Moretti fu invitato ad illustrare con dati agghiaccianti l’entità dell’azzardopatia nel Sannio.

Scommettiamo che anche stavolta l’Amministrazione si volterà dall’altra parte?

Ripensare l’affidamento dell’Auditorium della Spina Verde

Oggi il M5S di Benevento ha protocollato, a firma di Nicola Sguera, un’interpellanza in cui si chiede la quantificazione dei danni subiti dall’Auditorium del Rione Libertà dalle incursioni vandaliche, l’ultima delle quali recentissima, e lo stato dell’affidamento della struttura (rientrante nel cosiddetto PIU Europa) al Conservatorio.

Abbiamo ricordato come (catastroficamente e per un calcolo elettorale di corto respiro) la cosiddetta “Spina Verde”, comprensiva di alcune strutture frutto del PIU Europa, prive di collaudo e di affidamento a soggetti che le prendessero in gestione, fu inaugurata dall’ex Sindaco Fausto Pepe nel maggio 2016. L’intera Spina è stata oggetto nel corso degli ultimi due anni di atti vandalici, rimasi senza responsabili.

Molto lentamente (e discutibilmente) l’Amministrazione Mastella è riuscita ad individuare soggetti cui affidare in gestione le strutture, tradendo lo spirito originario con cui sono state costruite con fondi europei (è il caso della Mediateca affidata all’ARPAC).

In particolare, Mastella ha deciso che l’Auditorium dovesse essere conferito al Conservatorio (che ha avuto in gestione anche la struttura del San Vittorino). A gennaio sembrava che mancasse poco alla formalizzazione di tale accordo. Dopo tre mesi dall’annuncio dell’Assessore al demanio, Maria Carmela Serluca, non ci sono atti formali in tal senso, e la Dirigenza del Conservatorio – stando a quanto apprendiamo dalla stampa – avrebbe espresso perplessità sull’affidamento proprio in virtù dei danni ingenti.

Nelle ultime settimane varie realtà sociali ed artistiche beneventane hanno lanciato incontri pubblici in cui si prospetta un destino diverso per l’Auditorium. È emersa, tra le altre, la possibilità di costituire un’ATI (con all’interno soggetti professionalmente impegnati in campo teatrale, musicale e artistico) disponibile ad investire energie affinché la struttura inizi a funzionare, divenga un centro di proposta artistica immediatamente e venga gradualmente rimessa a nuovo.

Il M5S di Benevento caldeggia tale soluzione, auspicando che l’Amministrazione in carica, che ha sempre e solo cercato interlocutori istituzionali, accetti il confronto con gli operatori del territorio e, a fronte di adeguate garanzie, prenda in considerazione un’eventuale manifestazione di interesse, che garantirebbe ad una delle zone più depresse culturalmente della città, un presidio in grado di ottemperare anche una funzione sociale, come nello spirito originario del progetto.

Le non risposte sul Corso di un’Amministrazione incapace finanche di essere in continuità con se stessa

Nella interpellanza del M5S (datata 23 gennaio 2018), a firma di Nicola Sguera, dopo la ricostruzione del complessa vicenda relativa al Corso Garibaldi e al divieto di ciclabilità (uno dei pochi atti “memorabili” di questa Amministrazione!) si ponevano una serie di domande all’Assessore Delcogliano, che ha provato a rispondere nella seduta (il cosiddetto “Question time” del 21 marzo). Ci siamo dichiarati insoddisfatti di tali risposte, monche rispetto a questioni per noi dirimenti.

A livello di metodo appare sconcertante che la Delcogliano consideri prive di significato le oltre mille firme raccolte dal Comitato “Vivalabici”, omettendo di dire che questa Amministrazione, come la precedente, malgrado ripetute sollecitazioni in tal senso non vuol dare piena attuazione al Titolo VIII dello “Statuto” cittadino, redigendo e approvando quel “Regolamento” che solo regolerebbe istanze, petizioni e proposte. È evidente che le firme servivano a dimostrare come ci fosse una corposa parte di città che auspicava una soluzione ragionevole della vertenza (per altro proposta immediatamente da un personaggio super partes come l’avv. Collarile). Giusto, dunque, il risentimento di chi si è sentito preso in giro (con la promessa disattesa di un tavolo di concertazione, richiesta protocollata ben due volte, senza risposta) e ha visto ignorato il faticoso lavoro di raccolta di firme.

Nella risposta della Delcogliano, però, spiccano due mancanze clamorose. L’allora vicesindaco Erminia Mazzoni, nel rispondere ad un’interrogazione dell’allora consigliere di opposizione Vincenzo Sguera (del 30.09.2016 in cui, citando l’art. 7, comma 9 prima e seconda parte, faceva presente che è necessaria delibera di Giunta per provvedere a delimitare le aree pedonali e le ZTL, e chiedeva se ci fosse stata tale delibera) rispondeva, nel “Question time” del 18 ottobre 2016, in maniera molto articolata. Si prendeva atto che l’ordinanza di divieto di circolazione delle bici, emesso dal dirigente della Polizia Municipale, continua «ad essere pedonalizzata per ragioni contingibili». Mancava, dunque, un atto di giunta che renda ordinario lo straordinario. Mazzoni diceva che a breve l’Amministrazione avrebbe provveduto a «recuperare la regolarità degli atti», ma che nello stesso tempo era sua intenzione (dell’Amministrazione) programmare incontri tra ciclisti e Sindaco per definire «un’attività futura per regolamentare in maniera compiuta l’utilizzo di questo tratto stradale da parte dei ciclisti civili e da parte dei pedoni, mettendo insieme gli interessi degli uni e degli altri». Entrambi gli impegni sono stati disattesi. E la Delcogliano arriva ad affermare che, «quanto alle intenzioni del Vicesindaco non vi sono evidenze circa irregolarità, evidentemente perché non ne ha rilevate». Ribadiamo, dunque, la domanda, e sollecitiamo un intervento in tal senso dell’ex Vicesindaco: c’è stato l’atto di giunta promesso nell’ottobre 2016 (circa un anno e mezzo fa)?

La seconda omissione, altrettanto clamorosa, riguarda il nostro ultimo quesito. Come è possibile che, in violazione del Codice della Strada, che all’art. 3 definisce “area pedonale” una «zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi» (motivo per cui la precedente Amministrazione aveva dotato i Vigili di bici elettriche e creato il servizio SMUG) circolino continuamente veicoli di ogni sorta? Quante autorizzazioni esistono che consentono la deroga rispetto a quanto previsto dal Codice della strada? Ebbene, l’Assessore ha ritenuto di ignorare letteralmente questa domanda, rinviando ad una definizione del nuovo PUT ogni risposta. Ai lettori ogni giudizio in merito…

Infine, nel “Programma di mandato” di Mastella era scritto che bisognava dotare la città di piste ciclabili… «Una rete ciclabile cittadina attende di essere anche solo pensata» (Benevento ritorna, p. 46). Ora scopriamo che il Comune destina (degli 800 mila euro presunti di multe da riscuotere)… 1000 euro a tale scopo! Siamo al grottesco, alla totale scollatura tra la logorrea delle dichiarazioni mirabolanti e la totale inerzia nel fare.

In sintesi: un’Amministrazione mediocre, incapace di essere in continuità con se stessa e, su grandi temi, senza una “visione” di città, destinata, dunque, a morire di traffico e inquinamento.

La Mediateca dei mediocri

Lo abbiamo già detto: fu grave errore inaugurare la Spina Verde durante la campagna elettorale  amministrativa del 2016: l’opera era priva di collaudo, senza convenzioni con i soggetti che avrebbero  dovuto gestirne le varie strutture, senza sorveglianza. Un peccato, considerando le devastazioni avvenute (ingiustificabili) di una delle opere più intelligenti e meglio pensate del PIU Europa. C’è una  grande responsabilità in tutto questo della precedente Amministrazione, guidata da Fausto Pepe. 

Il Sindaco Mastella, purtroppo, successivamente non ha svolto bene il suo lavoro di vigilanza. Le  scelte fatte, poi, sull’affidamento delle strutture sono molto discutibili. Avemmo modo illo tempore di  stigmatizzare l’affidamento a soggetti “confessionali” di strutture pubbliche. 

Pochi giorni fa il Sindaco che la Mediateca sarebbe stata gestita dall’ARPAC (Agenzia Regionale  per la Protezione Ambientale). Il vantaggio vantato è per il Comune, che ha garanzia della gestione  della struttura e presidio nell’area, e per l’Agenzia, che risparmierà un milione di euro. 

 

La riteniamo una scelta profondamente sbagliata che offende non solo chi ha progettato l’opera  come «un edificio civico, collettivo, a destinazione culturale connessa all’innovazione tecnologica» al  centro del quartiere popolare per eccellenza di Benevento, oltre che più popoloso, ma anche un mondo  di impegno sociale che avrebbe dovuto essere coinvolto attivamente. Troviamo francamente surreale  che nella Delibera di Giunta si dica in premessa che la Mediateca nasce per promuovere la formazione  culturale attraverso la multimedialità e l’organizzazione di eventi, e si conclude affidandola ad un  Ente (burocratico) che dovrà garantire sostanzialmente la sicurezza e, in subordine, mettere a disposizione la Mediateca «ai giovani, agli studenti e alle associazioni che operano nel Rione Libertà». Come  potrà farlo l’ARPAC, con quali strumenti? Nel momento in cui la struttura diventerà un ufficio è  realistico pensare di poterne fare un uso diverso? Insomma, ci pare una scelta al ribasso, mediocre, il  tradimento di una potenzialità che, adeguatamente utilizzata, poteva essere segnale forte ad un quartiere che continua ad essere percepito dalla politique politicienne come un grande serbatoio di voti, da  blandire con promesse elettorali sempre disattese.  

Non possiamo infine non ricordare un latente conflitto di interessi tra chi guida l’ARPAC sannita  e la politica (partitica). Difficile pensare ad una mera coincidenza. Al contrario, ci sembra una plastica  raffigurazione di una “casta” autoreferenziale che disattende e tradisce i veri bisogni popolari.